La consapevolezza e il compromesso

Ogni giorno siamo chiamati a rendere conto alla nostra coscienza.
Come nel Salvate il soldato Ryan ci dovremmo chiedere se ce lo siamo meritato.
Cosa?
Il ruolo che abbiamo.
Le nostre fortune.
La nostra vita.
L’abbiamo vissuta? O sopravviviamo?

Da molto tempo desideravo scrivere in modo esposto.
Quando si scrive un libro ci si scopre, ma tra riletture e correzioni, armonia del testo e desiderio di vendere, non è come quando si scrive da giornalisti.
Non come quando si vuole essere costruttivi.
Perché?
Perché in questo caso devi annullare i compromessi.
Oddio, se fossimo in grado di annullarli saremmo dei fenomeni da mezzobusto in piazza Navona.
Diciamo che ci si impegna per ridurli.

L’Antieroe nasce da un’urgenza

Quando ci siamo sentiti con Assunta Corbo, la mia necessità di scoprire e la sua volontà di costruire sono diventate urgenza di generare qualcosa di utile. Come prevedono i princìpi fondanti del Constructive Network e della redazione di News48.it.
Per me non è stato immediato capire questo modello, ma in quella frazione di vita tutto sembrava combaciare.
Avevo necessità di strutturare qualcosa di nuovo e il magazine mi donava l’ambito in cui esprimere alcune suggestioni. Ciò che mi si agitava dentro. Come è giusto che sia, prima di edificare servono delle fondamenta e pensa un po’: bisogna scavare.
Per questo, dare vita a L’Antieroe è diventata una naturale conseguenza.

In questa rubrica, attraverso persone, ruoli e situazioni non conformi, ho iniziato davvero a scavare per trovare valori utili a vivere una vita senza troppi compromessi. Ogni puntata ce ne regala uno e sarebbe bello che ogni lettore ci si  possa ritrovare o perdere.
Vulnerabilità, coraggio, autenticità, equilibrio, libertà, verità, resilienza, gentilezza.
Sono questi i primi che ho scovato.
Un po’ per caso, un po’ per qualche delicato consiglio. E un po’ per necessità.
Non ci si deve chiamare Scherlock Holmes, per dedurre che questo percorso non è altro che un’indagine su ciò che mi piacerebbe avere e che invece non possiedo.
O, bene che vada, è molto nascosto.
Forse però, mi son detto, se scrivo di cose belle, qualcosa mi rimane appiccicato.

L’Antieroe non si espone per una ricerca spasmodica di visibilità o consenso.
Viene visto e spesso seguito o emulato, perché naturalmente educa.
Con l’esempio e con le parole.
Non ha necessità di clamore per emanare il suo spirito.
Semplicemente è.
Non fa leva su ciò che sa fare, ma su ciò che svela con il suo sapere.



Essere Antieroi nel giornalismo

Mi ricordo un episodio di Winnie the Pooh, altro antieroe non ancora utilizzato.
La scena si svolge davanti a casa di Tappo.
Winnie, con la sua maglietta rossa un po’ corta, è in compagnia di Pimpi che, notando la casa dell’amico, gli dice: “Certo che Tappo sa veramente tantissime cose “. I due riprendono a passeggiare e poco dopo Winnie risponde: “Sì, forse è per questo che non capisce mai niente”.

Ecco, una delle caratteristiche dell’Antieroe è questa: non si illude che sapere sia la soluzione a tutto.
L’ Antieroe è un rappresentante dell’intelligenza emotiva.
Sembra che Einstein abbia detto: l’intelligenza intuitiva è un dono e l’intelligenza razionale è un servo. La nostra società è stata capace di sottomettersi al servo e dimenticare il dono.

Il Giornalista costruttivo è chiamato a ridurre i compromessi.
Ad abbandonare il più possibile il suo ego.
A non desiderare la riconoscenza più della verità.
Ecco perché cari costruttivi, se riuscirete nel vostro intento giornalistico, risulterete, senza alcun timore di smentita, degli Antieroi.

Stefano Pigolotti
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Stefano Pigolotti

Autore e giornalista pubblicista, con un percorso professionale costruito nel tempo tra impresa, management e formazione. Negli ultimi trent’anni ho maturato esperienze imprenditoriali nella consulenza aziendale e nel settore immobiliare. Ho ricoperto incarichi come fractional change manager in diverse società e sviluppato diversi percorsi formativi come mental coach professionista. Ho condensato queste esperienze in diversi lavori editoriali, più specificatamente nei tre rami del coaching: • Personal, con “Il tuo destino è sbocciare” • Business, con “Oltre l’azienda” • Sport, con “Gioca Facile” in collaborazione con Annalisa Biolghini A sostegno dei percorsi di cambiamento che promuovo nelle organizzazioni, ho recentemente co-firmato con Andrea Ziletti: • “ESG PER LE IMPRESE: il nuovo modo per crescere” un volume sull’importanza della sostenibilità come veicolo per un’imprenditoria visionaria e performante Percorsi diversi in contesti differenti, ma con un obiettivo comune: l’osservazione delle persone attraverso le loro attitudini e le loro fragilità, per favorire consapevolezza e generare valore condiviso.

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