Verso una pace autentica: tra riarmo e desiderio di giustizia sociale

Il conflitto tra Russia e Ucraina e la guerra in Medio Oriente suscitano grande preoccupazione. La pace è molto desiderata dalla gente comune ma è un cammino che richiede apertura, fiducia e coraggio, ma anche la consapevolezza che ogni persona può contribuire a rendere il mondo un posto migliore

Nell’era della digitalizzazione e della “piattaformizzazione”, siamo costantemente chiamati a comprendere e a navigare in nuovi linguaggi e codici.

Tecnologie come gli algoritmi, l’Intelligenza Artificiale, il Machine Learning e il Metaverso stanno riscrivendo le regole della nostra società, generando sia opportunità che sfide. In un contesto simile, è fondamentale riflettere su come possiamo orientare queste potenzialità verso un futuro che favorisca il benessere collettivo e la giustizia.

Tuttavia, il nostro tempo sembra dominato dalla guerra e dalla continua corsa alla produzione di armi “intelligenti”, mentre la ricerca di potere economico e geopolitico rischia di offuscare i valori di pace e dignità umana.

Conflitti che preoccupano il mondo

Il conflitto tra Russia e Ucraina e la guerra in Medio Oriente suscitano grande preoccupazione, in quanto c’è il timore di un possibile ricorso alle armi nucleari. Oltre a ciò, l’uso delle armi convenzionali alimenta la violazione dei diritti umani e impedisce le azioni di assistenza umanitaria. Le innovazioni tecnologiche hanno profondamente cambiato la nostra quotidianità, ma non sempre vengono utilizzate per il bene collettivo. La pace e la stabilità del mondo sono minacciate da sistemi armati che utilizzano l’intelligenza artificiale.

È in questo scenario che emerge con forza la necessità di organismi capaci di affrontare le questioni etiche più urgenti e di proteggere i diritti fondamentali degli individui. Il futuro ha bisogno di sentieri che conducano alla pace e alla serenità, un tema che emerge chiaramente nel recente studio di Enzo Risso, pubblicato su Il Domani, che analizza il pensiero dei cittadini europei riguardo al riarmo e alla difesa della pace.

Cittadini europei sul riarmo: voglia di serenità

I dati europei arrivano dall’Eurobarometro (i sondaggi transnazionali e longitudinali voluti dalla Commissione europea) nella sua pubblicazione “Youth Survey”. I dati italiani emergono dall’indagine Cawi su panel Ipsos digital, su un campione nazionale di 800 soggetti maggiorenni, segmentati per sesso, età e zona di residenza, realizzata a ottobre-novembre 2024.

Risso fa riferimento al ReArm Eu votato dal Parlamento Europeo e sottolinea quanto i cittadini europei siano lontani dalle opinioni di Ursula von der Leyen.

«Al primo posto i giovani europei mettono la protezione della pace, dei diritti umani e della democrazia (45 per cento), seguita dalla libertà di parola e di pensiero (41 per cento). I paesi in cui è maggiore la spinta alla difesa della pace e della democrazia sono la Repubblica Ceca (64 per cento), l’Olanda (53), la Danimarca e la Slovacchia (52), la Svezia e l’Ungheria (51), l’Estonia, la Grecia e il Portogallo (49), la Germania e la Polonia (47), l’Italia e la Croazia (46)».

Pace, diritti umani e democrazia sono al primo posto per i giovani europei.

In particolare, “più orientate al tema della pace sono le giovani donne europee (49 per cento), i giovani d’età compresa tra i 25 e i 30 anni (47 per cento), nonché le ragazze e i ragazzi con un titolo di studio maggiore (56 per cento)”.

In Italia “sono pochissime le persone che credono alla reale possibilità di far crescere la pace attraverso l’aumento della forza militare e della capacità di deterrenza: si tratta solo del 5 per cento dell’opinione pubblica”.

Ma non è tutto. “Gli italiani mettono ai primi posti il rispetto dei diritti umani (33 per cento) e il dialogo interculturale (19 per cento). Seguono la cooperazione economica (17) e il disarmo nucleare (13)”. La pace è un tema che tocca il cuore e l’animo delle persone ed è sempre stato così.

«Se le élite si stanno orientando al riamo, cercando di coprire la loro debolezza politica con i muscoli militari, – scrive Risso – l’opinione pubblica italiana si dice pronta a dedicare parte del proprio tempo al tema della pace (31 per cento) o a cambiare il proprio stile di vita pur di vedere affermati i principi e i valori della pace (25). Solo il 15 per cento dell’opinione pubblica non è disposto a dare qualcosa per la pace».

Inoltre, “il 40 per cento degli italiani pensa che la giustizia sociale sia un prerequisito della pace e, il 28 per cento, ritiene che i due aspetti sono correlati e interdipendenti”.

L’analisi di Enzo Risso offre uno spunto di riflessione cruciale sulla disconnessione tra le élite politiche e le opinioni della popolazione europea, e in particolare italiana, riguardo al riarmo. La grande maggioranza dei cittadini europei, e ancor di più degli italiani, sembra orientata verso la difesa dei valori di pace, diritti umani e giustizia sociale, ponendo la cooperazione e il dialogo interculturale tra le priorità più importanti.

Le alternative pacifiche al centro dei desideri della gente

In un momento storico in cui il riarmo sembra prevalere come risposta alle difficoltà politiche globali, emerge un forte desiderio da parte delle persone di perseguire alternative pacifiche. Infatti, il 31% degli italiani è disposto ad impegnarsi attivamente per promuovere la pace e il 25% degli italiani si dichiara pronto a modificare il proprio stile di vita per sostenere i principi che essa rappresenta.

In questa luce, la sociologia ci invita a considerare come la ricerca di soluzioni pacifiche non sia solo un valore universale, ma anche una necessità imprescindibile per costruire una società equa, capace di contrastare le logiche di guerra e di sfruttamento che minacciano il nostro futuro. Il compito è quindi quello di fare della pace una priorità concreta, anche attraverso una maggiore consapevolezza etica e una rinnovata responsabilità collettiva.

Ricordiamoci sempre delle parole di Papa Francesco:

«Cerchiamo la pace vera, che viene donata da Dio a un cuore disarmato, un cuore che non si impunta a calcolare ciò che è mio e ciò che è tuo; un cuore che scioglie l’egoismo nella prontezza ad andare incontro agli altri; un cuore che supera lo sconforto per il futuro con la speranza che ogni persona è una risorsa per questo mondo».

La pace, dunque, è un cammino che richiede apertura, fiducia e coraggio, ma anche la consapevolezza che ogni persona, con il suo valore unico, può contribuire a rendere il mondo un posto migliore.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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