Scuola parentale: una scelta per ricucire i legami
Ci sono storie che nascono dal dissenso silenzioso. Dal bisogno di rialzare la testa quando qualcosa, dentro e fuori, smette di avere senso. La storia di Paola Manzan, insegnante e storica, è una di queste. Dopo anni nella scuola pubblica, si è ritrovata a interrogarsi sul valore reale dell’educazione, su quel continuo oscillare tra buoni propositi e burocrazia, tra intenzioni pedagogiche e realtà sfiancate da ritmi eccessivi, classi numerose, relazioni tagliate dal tempo che manca.
Ma Paola non ha lasciato l’insegnamento. Ha scelto di trasformarlo. E l’ha fatto fondando a Treviso una scuola parentale, attraverso l’associazione “L’Undicesimo Passo”. Un luogo in cui educare non è un atto unilaterale, ma un processo collettivo. Una scuola senza campanelle, senza compiti a casa, senza la classica distanza tra chi insegna e chi impara. Qui i genitori non restano fuori dalla porta, ma sono parte attiva della comunità educativa.
La scuola parentale non è solo un metodo
Non è solo una questione di metodo. È una visione diversa dell’infanzia, del tempo, delle relazioni. Nella scuola di Paola, non esiste il programma da finire a ogni costo, ma la possibilità di costruire insieme il percorso. I bambini non sono “preparati alla vita”, sono ascoltati nella vita. Le lezioni nascono dai loro interessi, dalle domande che pongono, dai dubbi che esprimono. Nessun giudizio, nessuna corsa a chi arriva prima.
Anche i ruoli sono fluidi: l’insegnante non si mette in cattedra, i genitori non delegano, i bambini non eseguono. È un’educazione che si costruisce nello scambio quotidiano, nell’attenzione ai gesti, nella fiducia reciproca. Una scuola che non si chiude nei protocolli, ma si apre alle persone.
Una risposta possibile per crescere meglio
Quello che emerge dal racconto di Paola Manzan è che la scuola parentale non è una fuga dal sistema, né una proposta elitaria. È una risposta concreta, imperfetta e possibile alla domanda: come vogliamo crescere insieme?
In una società dove l’educazione rischia di ridursi a istruzione, dove gli adulti sono spesso lontani dai bisogni reali dei bambini, questa esperienza rappresenta una ricucitura. Una pratica di cura collettiva, di ascolto, di lentezza condivisa.
“L’undicesimo passo” non è un’utopia, ma un luogo vivo dove l’apprendimento è relazione e dove si torna a credere che la scuola, prima di tutto, debba insegnare a stare insieme.
Leggi l’articolo completo di Margherita Vetrano su B-Hop Magazine.

B-Hope Magazine è partner del Constructive Network e sceglie il giornalismo costruttivo.
- 2025: un anno di storie costruttive su News48 - Dicembre 29, 2025
- La Giamaica dimezza la povertà nel 2023: il tasso più basso dal 1989 - Settembre 1, 2025
- Scuola parentale: una scelta per ricucire i legami - Agosto 25, 2025

