Sanremo 2023, Tananai e l’etica del lavoro

Tananai a Sanremo canta“Tango”. Torna all’Ariston dopo un ultimo posto al Festival dello scorso anno vissuto con ironia e seguito da un anno di successi inanellati sempre con la battuta pronta e spirito allegro.

“Sono più sereno dell’anno scorso, ho fatto pace con il fatto che questo palco sia imprevedibile. So che non devo aspettarmi niente. Spero che vi piacerà quello che vedrete”.

Come sei cambiato in questo ultimo anno?

Tananai – Foto Credit: Roberto Graziano Moro

“Ho fatto tante esperienze. Al di là della spontaneità con cui continuo a fare musica servono un’etica del lavoro e una serietà che l’anno scorso per forza di cose non avevo. Poi le cose, se arrivano, devi saperle mantenere perché scappano in fretta. Per il resto ho sempre gli amici di prima, è cambiato poco. Ho una casa con le porte, al Festival dell’anno scorso ero stato quasi sfrattato, mi sono trovato a tornare dai miei e adesso ho casa. Con le porte, perché prima avevo delle tende”.

Le lezioni di canto che hai preso funzionano, si sente.

“Studio con Maurizio Zappatini, che scrisse “Angelo” di Francesco Renga. Faccio con una lezione a settimana con lui e faccio gli esercizi che mi dà, ho acquisito consapevolezza. Poi magari stasera salgo sul palco, faccio una schifezza e mi tirate i pomodori”, ride.

Alla fine, la mamma c’è?

“Sì, la mamma arriva ma non sarà all’Ariston perché abbiamo bisogno di abbracciarci subito, sono un mammone. Mia mamma, mio papà, la mia famiglia sono molto importanti per me. Ho due bei genitori, sono contento dell’educazione che mi hanno impartito. E delle sgridate che mi hanno dato”.


Francesca Binfarè

Francesca Binfarè

Giornalista, speaker radiofonica, content creator, podcaster e – naturalmente – blogger. Scrive, tra giornali e web. Parla (tanto) con gli amici, in radio (su RCB) e ancora in radio (su Radio BlaBlaNetwork). Non mancano mai: musica, libri, viaggi. Le canzoni, per me, sono fatte della stessa materia dei sogni. Il suo blog All You Can Pop da cui sono tratte le sue interviste, racchiude la sua idea di pop. Tre semplici lettere per dire che qualcosa è popolare, cioè scelto dalle persone.

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