Se l’Ai parla made in Italy: l’esempio di iGenius e Cineca

In quella che possiamo definire la società dei dati, continua a far discutere l’intelligenza artificiale. C’è chi dice che il 2024 sarà l’anno dell’Ai generativa e, da pochi giorni, sappiamo che ci sarà un’intelligenza artificiale tutta italiana: iGenius e Cineca lanciano il “Modello Italia”.

Cineca è il consorzio fatto da 118 enti pubblici, compresi due ministeri e 70 università  italiane, e iGenius è un’azienda italiana che dal 2016 si interessa di Ai generativa.

Il giornalista Arcangelo Rociola ha scritto un articolo, pubblicato su La Repubblica, in cui ha spiegato il progetto nato dalla start up e il consorzio dei centri di ricerca italiani. Il lancio ufficiale avverrà entro l’estate. Questa intelligenza artificiale generativa è capace di dar vita a contenuti in grado di considerare le peculiarità della lingua e della cultura italiana.

Alla scoperta di iGenius

Uljan Sharka, amministratore delegato di iGenius, ha descritto come è stata addestrata ovvero su “trilioni di token’ (i tasselli di discorso, di senso, che costituiscono la base delle risposte che dà un’Ai) “presi da testi italiani e fonti come Wikipedia. Ma in grado di generare risposte in tutte le lingue”.
Un’Ai istruita su un dataset italiano, conforme alla lingua e alla cultura italiana.

Sharka ha aggiunto che: “L’Ai segna l’inizio di un nuovo mondo. Un nuovo ciclo delle economie mondiali. Non sarà una tecnologia che sfocerà in un inverno inesorabile, ma cambierà tutto nei prossimi anni. Oggi i modelli linguistici principali sono addestrati su lingua inglese. E quindi si portano dietro i bias (pregiudizi) culturali della lingua inglese. Quando raggiungeranno il grandissimo pubblico e saranno usati quotidianamente da miliardi di persone diffonderanno quei bias. E questo crediamo che possa creare un problema”.

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Il progetto di iGenius e Cineca è nato grazie al supercomputer di Leonardo, guidato e coordinato da Cineca. Il desiderio è quello di creare un modello che punti a ridurre gli errori nelle risposte o meglio le “Allucinazioni”, come le definiscono gli esperti di Ai. Infatti, secondo Sharka, “un’azienda non può permettersi errori. Se alla macchina viene dato un comando vocale e la risposta è sbagliata, questo può costare milioni di euro”. Quindi, iGenius e Cineca puntano ad una Ai affidabile e attendibile.

Francesco Ubertini, presidente di Cineca, ha commentato: “L’Italia può vantare un’infrastruttura pubblica di supercalcolo tra le migliori al mondo e, grazie a questa, oggi una start up italiana entra nell’arena internazionale dei modelli di linguaggio, con una soluzione completamente aperta, affidabile e pienamente conforme ai principi nazionali ed europei. Il Modello Italia costituirà uno straordinario fattore abilitante per imprese e pubblica amministrazione nell’accelerare l’innovazione digitale”.

Dentro il mondo di Cineca

Quello che conta è soprattutto che si rispetti l’etica e sia chiara la distinzione tra uomo e macchina.

Papa Francesco, in diverse occasioni, ha espresso il suo pensiero sull’intelligenza artificiale e lo ha fatto anche di recente. Rai News ha riportato il contenuto del suo messaggio per la 58esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest’anno si celebrerà, in tanti Paesi, il 12 maggio 2024.

Il Santo Padre sostiene che nei prossimi anni  “capiremo se l’intelligenza artificiale finirà per costruire nuove caste basate sul dominio informativo oppure se, al contrario, porterà più eguaglianza, promuovendo una corretta informazione e una maggiore consapevolezza del passaggio di epoca che stiamo attraversando, favorendo l’ascolto dei molteplici bisogni delle persone e dei popoli. La risposta non è scritta, dipende da noi. Spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza”.

Il Pontefice si interroga e ci interroga sull’evoluzione dei sistemi dell’intelligenza artificiale. Le opportunità possono essere tante, ma solo se siamo orientati verso il bene collettivo e verso gli altri.

Il dibattito intorno l’AI

L’Ai presenta minacce e buone pratiche. Intanto, ha un carattere fortemente interdisciplinare che riguarda: Scienze, Sociologie, Psicologia, Diritto ed Economia.

Il modo in cui vengono disegnati “gli artefatti che si incorporano nel mondo” può dare vita a dimensioni che costituiscono minacce e favorire comportamenti criminali con impatti del tutto diversi rispetto a quanto oggi siamo in grado di comprendere ma può anche diventare una straordinaria opportunità se attraverso una Governance del Digitale saremo in grado di dare vita a quella che Floridi definisce, IA PER IL BENE SOCIALE – AI4SG.

Anche in campo medico l’utilizzo dell’innovazione digitale, è sempre più diffuso, e porta con sé numerose domande: in che cosa l’innovazione digitale – IA – può essere utile?
È affidabile? Quali rischi corriamo? I computer ci sostituiranno?

Floridi sostiene che la vera sfida non è la buona innovazione digitale, ma la buona Governance del Digitale attraverso un approccio etico che nella sua costruzione segnali i problemi etici rilevanti, si impegni con le parti interessate da tali problemi e supporti nel disegnare e implementare soluzioni condivisibili.

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Le trasformazioni in atto devono farci comprendere che la “piattaformizzazione” della società e le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale aprono a nuovi dubbi e a nuovi scenari.

Un cambiamento che ha investito anche i processi di apprendimento. Ormai, è necessario costruire una nuova prassi educativa ed è dunque fondamentale comprendere attraverso quali percorsi e quali strumenti. In particolare, è essenziale analizzare i comportamenti sociali che possono generare devianze e rischi, come conseguenza della semplicità e velocità di utilizzo offerte dalla tecnologia che tendono ad annullare il tempo della riflessione, strumento essenziale in percorso di crescita e costruzione identitaria.

Educare l’Ai ed essere educati serve a saper valutare i pericoli e le implicazioni dell’Ai. Tutto dipenderà da noi e dal ruolo che daremo all’Ai.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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