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Le Scuole dell’Empatia: un antidoto alla Teen Dating Violence

Feb 24, 2025
Le Scuole dell’Empatia: un antidoto alla Teen Dating Violence

C’era una volta l’amore. Quello che emoziona, che rispetta, che costruisce. Ma c’era, e c’è ancora, un amore malato, quello che ferisce, che possiede, che toglie il respiro

Nel mondo si stima che 736 milioni di donne abbiano subito violenze sessuali, o comunque fisiche; una su tre. Per le ragazze il rischio è particolarmente elevato: un’adolescente su 4 è stata abusata dal partner. Le millennials (nate tra il 1980 e il 1994) e le ragazze della generazione Z (nate tra il 1995 e il 2010) sono le più colpite dalla violenza perpetrata con l’uso della tecnologia. Sette donne su dieci tra quelle che vivono in zone di guerra ha subito violenza (dati Onu). Questi dati, dell’osservatorio Diritti, fotografano un’emergenza mondiale, di cui noi vediamo solo l’effetto finale, cioè la cronaca che rimbalza sugli schermi e sulle pagine dei giornali.

Nel 2023 sono state uccise 51 mila donne nel mondo, una ogni dieci minuti. E in Italia basta sintonizzarsi su un tg di un qualunque giorno per vedere notizie di questo tipo, ormai quasi quotidianamente. Ma il femminicidio è solo l’esplosione finale di un meccanismo psicologico ed emozionale che parte da lontano e che spesso inizia molto presto, nell’adolescenza, in quell’età in cui si sogna di vivere emozioni intense, ma si finisce a volte intrappolati in dinamiche tossiche e distruttive.

La Teen Dating Violence

Esaminiamo un aspetto non molto conosciuto, la Teen Dating Violence (TDV), o violenza negli appuntamenti tra adolescenti: è un fenomeno purtroppo diffuso ma spesso sottovalutato. Si tratta di un insieme di comportamenti abusivi che possono manifestarsi all’interno di una relazione sentimentale tra giovani, includendo violenza fisica, psicologica, sessuale e digitale. Secondo un’indagine del 2024 della Fondazione Patrizio Paoletti in Italia la metà degli adolescenti ha dichiarato di avere subito contatti fisici indesiderati; il 43% ha ricevuto richieste sessuali e attenzioni non desiderate, con una percentuale maggiore tra le ragazze (55%) rispetto ai ragazzi (25%); il 26% ritiene che sia poco o per nulla una forma di violenza dire al partner come vestirsi; il 33% considera che sia poco o per nulla una forma di violenza chiedere al partner con chi è e dove è; il 39% ritiene che controllare di nascosto il cellulare e i profili social del partner sia poco o per nulla una forma di violenza; il 53% degli intervistati pensa che baciare qualcuno senza il suo consenso sia una forma di violenza, mentre il 15% pensa che lo sia poco o per nulla. Solo il 33% dei ragazzi tra i 18 e i 19 anni ritiene inaccettabile che un ragazzo diventi violento in seguito a un tradimento, contro il 79% delle ragazze e solamente il 29% degli adolescenti non è d’accordo sul fatto che il controllo non sia sinonimo d’amore, contro il 48% delle ragazze.

Dai risultati dello studio, emerge la diffusione della violenza e la pericolosa mancanza di consapevolezza sulla gravità e natura della violenza, anche come espressione disfunzionale della gelosia e della frustrazione o delusione per un tradimento. Dall’altra parte, si evince la preoccupante associazione tra intimità e controllo, che nulla ha a che vedere con l’amore vero, ma che testimonia un’immaturità emotiva, che non conosce o riconosce l’importanza fondamentale della libertà e del consenso, quali basi essenziali per l’amore.

Le conseguenze della teen dating violence impattano gravemente sul benessere degli adolescenti, con maggiore rischio di: depressione e ansia, comportamenti malsani – come l’abuso di tabacco, droghe e alcol -, comportamenti antisociali, inclusi i furti, aggressività e bullismo, futuri problemi relazionali e persino pensieri suicidari.

I giovani hanno bisogno di strumenti per riconoscere i segnali di una relazione tossica, per comprendere che amore e possesso non sono sinonimi, che il rispetto e il consenso sono alla base di ogni legame sano.

Il bisogno di un’educazione affettiva

C’è dunque un enorme bisogno di un’educazione affettiva, emotiva e relazionale fin dalle scuole.

Patrizio Paoletti ci ricorda che la violenza significa essere assenti alla vita ed è sempre correlata a una bassa consapevolezza del mondo interiore. Con la campagna “Prima che sia troppo tardi” di Fondazione Patrizio Paoletti possiamo contribuire a educare gli adolescenti all’autoconsapevolezza e a proteggere la loro salute mentale, favorendo le buone relazioni, entro le quali un rifiuto non sarà mai motivo di vergogna, perché la bellezza dell’amore risiede proprio nella libertà e nel rispetto, che ci permettono di crescere autentici e migliori. In questa mission, sostenere la ricerca neuro-psicopedagogica è essenziale, per garantire risultati a breve e lungo termine nell’educazione interiore, di cui il nostro tempo ha profondamente bisogno: fondazionepatriziopaoletti.org.

La Fondazione Patrizio Paoletti promuove la costruzione di relazioni sane.

La Rete de “Le Scuole dell’Empatia”

In Italia, da settembre 2023, è anche nata una Rete, “Le Scuole dell’Empatia” (www.scuoleempatia.it), che unisce gli Istituti che sono certificati con il metodo della Didattica delle Emozioni®, un nuovo format di intervento educativo trasversale da utilizzare nelle classi di tutte le scuole, dall’infanzia al ciclo secondario.

È un metodo con valide evidenze scientifiche: aumenta le competenze emotive ed empatiche negli alunni, promuovendo benessere e prevenendo forme di disagio come le dipendenze patologiche e altre condotte disadattate. Contrasta inoltre il bullismo, l’aggressività e la dispersione scolastica.

«Non si tratta di educare i sentimenti, ma di incidere in profondità sui nuclei nervosi del cervello dei nostri figli, affinché essi possano svilupparsi nel miglior modo», dichiara Rosanna Schiralli, psicologa, ricercatrice, ideatrice del metodo. La rete è nata a Viterbo e si è estesa nel Lazio e in altre regioni italiane: per la scuola italiana è una grande opportunità per far crescere gli alunni in modo sano attraverso strategie e attività da svolgere in classe per insegnare a bambini e giovanissimi, il più precocemente possibile, a identificare, modulare e gestire il loro mondo emozionale.

Queste capacità sono ritenute da tutte le agenzie scientifiche internazionali (compresa l’OMS) le competenze migliori e più utili per crescere in modo sano, incrementando autonomia, autostima ed empatia. Su scuoleempatia.it ci sono tutte le informazioni e le modalità di adesione: i giovanissimi hanno bisogno di una didattica che esplori queste dimensioni per aumentare il proprio grado di consapevolezza e crescere meglio, con minori esposizioni ai pericoli o quantomeno con la capacità di riconoscerli, fronteggiarli, mitigarli. Perché la vera rivoluzione parte dalle scuole, dalle famiglie, da ogni luogo in cui si forma la coscienza delle nuove generazioni. E perché l’amore, quello vero, ha bisogno di libertà per esistere.

Vito Verrastro