• Sab. Dic 6th, 2025

Giornalismo e Intelligenza Artificiale: Collaborazione o Competizione?

Nella società postpandemica, fluida e liquida, altamente tecnologica che scorre sui binari digitali dell’OnLife, cosa accade quando una invenzione, innovazione dettata dal genio creativo dell’essere umano, per facilitare inizialmente l’opera umana, andando incontro ad esigenze di manovalanza e di assistenza diventa altamente potente tanto da essere seduttiva e invogliare il suo creatore ad allentare il controllo sul meccanismo della sua stessa creazione?

Sono trascorsi 12 anni da quando uscì prima sul grande schermo e poi sul piccolo il film scritto e diretto da Spike Jonze: HER, che trattava il tema dell’intelligenza artificiale e della sua capacità di apprendere da se stessa una volta addestrata, inizialmente dall’essere umano.

Mentre eravamo preoccupati del nostro stato di salute, a causa del Covid-19 e delle conseguenti e successive vaccinazioni, sul binario dell’immateriale scorreva una accelerazione della digitalizzazione che ha permesso di continuare alcune attività come la scuola e la formazione, alcuni meeting, pur mantenendo il distanziamento sociale e, da un dietro le quinte ancora più remoto, lo sviluppo di piattaforme basate sull’intelligenza artificiale.

La materia è ancora tutta da regolamentare, o meglio, ci vuole ancora tempo affinché le persone, e quindi gli utenti, imparino a fruirne nella maniera più corretta possibile.

Come per ogni strumento ci sono pro e contro e il rischio che si corre, nella società sedotta dalle apparenze dell’effimero e da icone, loghi e stemmi da status symbol che trovano ampia vetrina sulle piattaforme sociali, sia proprio quello di abusare delle funzionalità di queste piattaforme altamente performanti e affascinanti nella loro modalità di essere semi-democratiche. 

Perchè sostengo essere democratiche a metà? Perchè il massimo delle loro potenzialità lo esprimono dietro il compenso di una sottoscrizione di abbonamento, e naturalmente, questo limita il pubblico degli utenti dividendolo a metà: chi si può permettere una subscription long life e chi, invece no, oltre a chi ne fa un uso professionale e chi solo per diletto.

Poi, tra gli utenti ci siamo noi: giornalisti e comunicatori per cui l’AI rappresenta una sfida importante nel comprenderla, saperla interrogare e usarla al fine della nostra missione di divulgatori e comunicatori di notizie ed eventi notiziabili o di storie di impresa.

Ed è in questa direzione che guarda il nuovo codice deontologico che sostituirà il testo unico del 2021.

Il nuovo codice, che entrerà in vigore fra qualche settimana, fornirà indicazioni sull’uso virtuoso dell’intelligenza artificiale per l’attività giornalistica. La definizione semplificata indica l’AI come intelligenza generativa in grado di creare testi, immagini video, proprio ed esattamente i documenti che producono i giornalisti per fare informazione e i comunicatori per fare comunicazione.

immagine creata con ChatGPT-4

La domanda che sorge spontanea è: in che modo il mondo dell’editoria giornalistica può impiegare l’AI?

La risposta è già stata data in tanti convegni dedicati al giornalismo digitale e a quello performativo che in alcune piattaforme, aspiranti al metaverso, come Second Life, sono state già messe in pratica con alcune esperienze dei primi pionieri degli avatar della prima era della realtà virtuale ed aumentata.

Come ogni tecnologia, vi è una forma di educazione, di addestramento. Ad oggi, l’intelligenza artificiale è stata addestrata con i dati e i contenuti trovati anche in rete e questa pratica ha sollevato le questioni della protezione dei dati e del diritto d’autore.

Infatti, nel 2023, il NY Times ha intentato causa contro la Microsoft Corporation e Open AI per aver utilizzato senza permesso i contenuti del giornale. Poi abbiamo le sperimentazioni per misurarsi contro quella che si presenta come una nuova sfida da gestire con strumenti da saper governare ed saper impiegare rispettando le leggi e le fonti.

La SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) ha lanciato con l’hashtag #CopyOrRight la campagna di sensibilizzazione, in occasione della giornata del Libro e del Diritto d’Autore, per richiedere al legislatore delle direttive e una regolamentazione che tutelino gli interessi degli autori ed editori e sulle modalità di addestramento di questa tecnologia per i motori di ricerca.

Intanto Google pensa all’utilità che l’AI possa avere per i giornalisti e i comunicatori e progetta Genesis, un assistente al supporto dell’attività giornalistica e la curiosità stuzzica le redazioni, cosicché l’Associeted Press ha già iniziato la sua esperienza d’impiego ed altre testate come Times, Insider e NPR stanno per iniziare la propria.

immagine creata con ChatGPT-4

In Italia, la testata giornalistica Il Foglio ha messo in atto un esperimento, dal 18 marzo al 18 Aprile 2025, che prevedeva un giornale fatto di risposte date dall’intelligenza artificiale alle domande poste dai giornalisti della redazione: quattro pagine, dal martedì al venerdì, con articoli ed editoriali il cui bilancio è raccontato sul sito del giornale. Ma se Il Foglio si è lanciato nello scrivere un intero giornale instaurando una stretta relazione con l’intelligenza artificiale, The Guardian, fu pioniere con la scrittura del primo articolo basato sull’AI, un esperimento del 2020 realizzato con Chat GPT-3.

immagine creata con ChatGPT-4

Ad oggi, non mancano, eventi, festival e fiere sul tema e i primi corsi di formazione, erogati anche dal CNOG e dall’ODG per conoscere bene le potenzialità delle piattaforme digitali basate sull’AI e sul come giornalisti, comunicatori, creator, social media manager, media relator, brand journalist, possano farne uso senza contravvenire alle guide e regole di etica e deontologia per coloro che fossero iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

Siamo solo all’inizio di una partita che i grandi player stanno giocando con un ritmo ben scandito e una strategia diversificata con la creazione di varie piattaforme, figlie di competizioni ed appalti di business tecnologici oltre che di diversificazione e differenziazione per uso di settore e caratteristiche.

La fruizione ad oggi, in attesa di una regolamentazione più accurata, deve essere fatta con il buon senso di responsabilità verso le fonti e gli autori, nel rispetto di una trasparenza reciproca e della produzione di contenuti in un’ottica costruttiva che non schiacci la creatività e l’ingegno ma lo esalti e lo riconosca con le dovute attribuzioni, del caso, anche attraverso l’impiego di questi strumenti innovativi, che se impariamo ad usare bene, possono davvero, migliorare la qualità del flusso di lavoro, senza per questo screditare la qualità del risultato.

Viviamo nell’era degli algoritmi che noi stessi abbiamo creato e in quanto creatori dobbiamo continuare ad esserlo, con un’educazione e una padronanza di gestione fluida e rispettosa della produzione di contenuti che sono stati generati in un’era digitale ma meno artificiale.

Know-How e Governance sono il senso delle due parole da applicare quando ci interfacciamo con queste piattaforme e creiamo i comandi per interrogare la loro intelligenza artificiale, che poi, tanto artificiale non è perché il frutto del genio (qualcuno potrebbe dire “del male) e dell’intelligenza umana

Per trasparenza, concludo questo editoriale, con la creazione del suo titolo con il supporto di ChatGPT-4, non perchè non ne avessi in mente uno idoneo al contenuto illustrato ma perchè, ho ritenuto giusto, ad uso dimostrativo, collaborare con lo strumento e farmi supportare con le sue capacità grafiche, in primis, e di elaborazione delle intenzioni del prompt dato, per i contenuti di questo testo che guarda al futuro dell’informazione e della comunicazione e all’integrazione di queste performanti piattaforme tecnologiche, nelle routine del lavoro quotidiano, allo stesso modo di come è avvenuto, inizialmente, per i social network ai loro esordi, oggi, anche e soprattutto, social media.

Per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2025

#GNIC2025

Francesca Ferrara

Francesca Ferrara è Newsmaker, Mobile Journalist & Communication Consultant. Uno spirito entusiasta che non perde mai il focus sulle persone.

Per News48 scrive storie dall’Italia e dal mondo che raccontano soluzioni, iniziativa a favore della comunità e esperienze costruttive.

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Francesca Ferrara