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Dignità Autonome Di Prostituzione: una narrazione costruttiva

Lug 22, 2024

Costruttivo significa che apporta un valore positvo, un buon contributo alla causa, in maniera efficace. Spesso queste azioni si sono tradotte in attività artistiche, su vari palchi e con diversi microfoni e megafoni, all’insegna di atti politici dovuti perchè sentiti e necessari., tra cui il teatro civile.

E così, come un flash mob, o una protesta, un corteo, con il sorriso sulle labbra e con tanta voglia di donare piacere agli astanti e partecipanti, cantanti, musicisti, attori e performer, entrano con euforia nello spirito del personaggio da interpretare e nel ruolo di chi calca un palco per lasciare un messaggio, per fare la differenza, per avere un impatto sociale e culturale che magari scuota gli animi assopiti e dia forza alle coscienze consapevoli delle criticità del tempo che si vive e degli spazi che si abitano.

La domanda che sorge spontanea è: “Come si fa a definire la prostituzione costruttiva?” Di per sè, non lo è, nel sentire comune: uno dei mali, delle piaghe e delle pagine stristi della società, ma cambia il punto di vista per il singolo libero arbitrio, allora quello che da sempre viene considerato, il più antico dei mestieri, tendenzialmente con disprezzo, indipendentemente dall’orientamento sessuale e l’identità di genere, acquista dignità, quando la pratica coincide con un atto di libera scelta consapevole anche contro il giudizio collettivo di una società, spesso e volentieri in contraddizione e che vive, tutt’oggi, di retaggi culturali di epoche dissolte e prosciolte tra le pagine dei libri di storia e del tempo andato.

Ogni anno, in diverse città d’Italia, a risvegliare questa riflessione è lo spettacolo nato dal format delle menti creative di Betta Cianchini e Luciano Melchionna: DADP, ovvero, Dignità Autonome di Prostituzione, giunto alla sua 50° edizione, in 17 anni di repliche, con allestimenti sempre diversi per diffondere pillole di piacere teatrale: monologhi sui temi più svariati, attori che, come prostitute, seducono i clienti-spettatori che, a loro volta ,sono attori-spettatori perché interagiscono attivamente come pubblico con l’artista che, prima dell’esibizione, per diffondere le sue pillole di piacere teatrale, passa alla contrattazione economica, con la moneta locale: il dollarino, che è un altro momento divertente, preludio di una performance che lascerà il segno e accenderà domande, magari sopite ed emozioni risvegliate.

Un cast tra attori, performer e musicisti formato da 35 artisti dignitosi. In scena, insieme a Luciano Melchionna, che interpreta Papi, e con i costumi di Milla,  Raffaella AnzaloneMaria AvolioAntonio Barberio (Dr. Nautilus)Carlo CaraccioloFederica Carruba ToscanoElisabetta CianchiniRiccardo CiccarelliVincenzo Colursi (Luk)Cinzia CordellaVeronica D’EliaMarika De ChiaraGiampiero de ConcilioValentina De GiovanniRenato De SimoneDario Di PietroAnnarita FerraroAlessandro Freschi (Frè)Martina GallettaMariano Gallo (Priscilla)Luciano GiuglianoGabriele GuerraHerVincenzo LetoAntonio Prestieri (Maldestro)Claudio Marino (Klark Kent)Gianluca MerolliRaffaele MiliteAntonella Monetti (Dolores Melodia)Francesca MorgantePierfrancesco ScannavinoIrene ScarpatoSimona SeraponteToto Traversa (Spaghetti Casanova)Gianluca VesceAnnarita Vitolo.

«Nel mio piccolo, cerco di tendere la mano e ne ho trovate molte da stringere: dagli artisti al pubblico, io li chiamo tutti dignitosi perchè è la dignità il minimo comun denomitare ancora prima dell’automia e della prostituzione provocatoria. «È la dignità la parola chiave» spiega il regista e autore Luciano Melchionna e continua: «ADP, in questo nostro mondo, non c’è “perchè è l’isola della sublimazione della realtà: è l’isola della condivisione e del divertimento non inteso come risata, a tutti i costi, ma come emozioni e io ho visto che il pubblico ha bisogno di guardare da vicino il talento, perchè siamo pieni di talenti in questo paese che purtroppo non hanno una vetrina ed è difficilissimo strapparsi una visibilità; infatti, spesso sono costretti a svendersi più che a prostituirsi per riuscire ad apparire nel vero senso della parola, per riuscire ad apparire. Io cerco di dare una vetrina a tanti talenti che hanno lo stesso identico spazio, non ci sono protagonisti o secondari».

L’impegno di Melchionna è quello di raccontare l’attualità e l’sipirazione spesso è accesa dallo sguardo delle persone che incontra: «La risposta è doppia: da una parte c’è quello dello svendersi e scendere al compromesso maggiore della propria entità in vendita per ottenere qualcosa e questa è la vera provocazione e dall’altra la possibilità e la scelta, in qualche modo, di essere liberi di fare ciò che si vuole nel pieno rispetto degli altri ma anche di se stessi perchè è una scelta personale, libera da rispettare. Nello spettacolo gioco sul primo aspetto: sono dignità autonome, di prostituzione perchè costretti continuamente a svendersi, in qualche modo, in questa società, e non lo facciamo in libertà per scelta, liberi, fieri e dignitosi nel farlo».

Lo spettacolo che stravolge la logistica delle platee dei teatri, che usa qualsiasi angolo del luogo che l’ospita e che porta il palcoscenico, con una zattera, in mezzo al pubblico, nel 2024, è dedicato a  chi non può difendersi, a chi non c’è più, a chi non sa a chi chiedere aiuto.

Dedicata a chi non può difendersi, a chi non c’è più, a chi non sa a chi chiedere aiuto, a chi ha perso gli affetti più cari fino a smarrire ogni riferimento su questa terra.

In un mondo che si sta trasformando in un luogo desolato, abitato da angeli cyber transgenici e astronauti ‘hand made’, il teatro rimane l’unico rifugio dove le emozioni vere trovano casa.

Ed è lì che vi aspettiamo.

Per risvegliare il presente con le ferite e le parole di chi ha lottato per la libertà, la democrazia e la vita.

Fino ‘a riveder le stelle’ nella Piazza d’Armi del castello dove un uomo/angelo/robot lotta per sopravvivere in un pianeta senza ossigeno.

Ma c’è una via di fuga: dietro l’angolo un sipario rosso campeggia nel vuoto, simbolo di libertà, unione e speranza, invitandoci a entrare, a sognare e a festeggiare la vita.

Con Amore,
Il vostro Papi @lucianomelchionnaofficial

Quello che avviene durante lo spettacolo è una narrazione elegante, ironica, sarcastica, lontana dalla volgarità, che si sviluppa di dignitoso in dignitoso, in maniera diversa, senza luoghi comuni e che stimola alla riflessione, al porsi delle domande e a trovare soluzioni e risposte spesso cercate lontano, quando sono molto più vicino: dentro ognuno di noi, con la dignità autonoma di prostituzione. la magia di un inno alla vita raccontata in un format originale che si rinnova di edizione in edizione con nuovi allestimenti e nuovi performer ed ospiti ad ogni replica.

È lo spettacolo che cambia il paradigma del racconto costruttivo della dignità dell’autonomia della prostituzione, in tutte le sue forme e vesti.

Francesca Ferrara