Scrivo questo articolo mentre sui media mainstream impazza il dibattito sulla vicenda di Satnam Singh, il giovane bracciante indiano morto dopo essere stato abbandonato in strada a seguito di un gravissimo infortunio mentre lavorava nei campi nell’Agro Pontino.
Dirette, speciali, indignazione sbandierata a destra e a manca, denunce, promesse. E poi?
Come spesso accade, quando si spengono le luci dei riflettori mediatici, torna il buio, ad inghiottire le decine di migliaia di lavoratori invisibili che il nostro sistema continua a sfruttare.
Da giornalisti costruttivi, dobbiamo accogliere la più che legittima indignazione di fronte a questi episodi, ma anche accompagnare lo sguardo affinché si posi altrove, per indicare modelli positivi e forme di soluzione che da piccoli e isolati episodi possano magari diventare modelli più estesi.
Il nostro viaggio fa tappa nella zona industriale di Viggiano, Val d’Agri, in Basilicata. La chiamano il Texas italiano, perché qui sorge il più grande giacimento petrolifero onshore, su terra, e da qui ogni giorno si estraggono tra i 50 e i 70 mila barili di petrolio greggio.
L’oil&gas è un settore ricco ma esposto ai rischi, come tanti altri (edilizia ed agricoltura su tutti).
Occorre fare attenzione, affinché lavoro e sicurezza marcino di pari passo.
Per fortuna, c’è chi lavora sul fare prevenzione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza sul lavoro.
Lo si fa tutto l’anno, ma da qualche tempo ci si ferma per una giornata di riflessione, il Safety Day, e si raccolgono i frutti di questa azione.

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Il contesto regionale
È importante inquadrare il contesto lucano per dare maggior valenza a questa azione: i dati diffusi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, diffusi alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2024, che si è celebrata il 28 aprile, collocano la Basilicata al di sopra della media nazionale per ciò che riguarda l’indice di incidenza medio (pari a 34,6 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) con Abruzzo, Umbria, Puglia, Molise, Campania e Calabria.
La regione non è più maglia nera, come qualche anno fa, ma resta in zona rossa per l’alta incidenza di infortuni. Per quelli mortali, il 2023 ha registrato dodici vittime per incidenti sul lavoro (una al mese), il che avrebbe dovuto richiamare ad una profonda riflessione tutti gli attori: istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, imprenditori, formatori, responsabili della sicurezza aziendale, lavoratori con le loro rappresentanze.
Il contesto aziendale
La GDM opera nel settore Civile-Ambientale in ambito Oli&Gas ed Energetico dal 1997. I servizi vanno dalla manutenzione civile e industriale alla realizzazione di ponteggi, passando per il trasporto Conto Terzi e trasporto rifiuti fino alla manutenzione del verde ed altro.
Una realtà che è cresciuta in quasi 30 anni di attività ma che ha continuato a mantenere saldi i legami di una terra che prima delle attività estrattive ha sempre puntato sull’agricoltura. I valori di appartenenza, solidarietà, sacrificio, famiglia, li vedi ancora tutti intatti: il modello industriale non li ha corrotti e cambiati. Ogni componente della famiglia Margherita, passando nelle varie aree dell’opificio, chiama e saluta tutti per nome, e tutti ricambiano.
Il senso della famiglia è evidente anche nei rapporti tra capo e collaboratori, perché si capisce che i fattori sono interdipendenti e si deve remare in un’unica direzione.
Lavoro e sicurezza: una Giornata per rispondere ad un piccolo campanello d’allarme
Lavoro e sicurezza, dunque: dopo anni di “pace”, in cui non si è avuto alcun tipo di infortunio, nel 2022 alla GDM si registrano due episodi: piccoli, quasi insignificanti, risolti in pochi giorni e senza nessuna grave conseguenza.
Eppure sufficienti a far scattare un piccolo campanello di allarme. Questo è il segnale debole colto da Michele Margherita per chiedersi se si stesse facendo davvero di tutto per mettere al sicuro i suoi collaboratori.
Da qui l’idea di aggiungere alle ordinarie azioni di prevenzione – tante, e non solo quelle obbligate per legge – una giornata di riflessione che mettesse al centro i lavoratori e le loro famiglie come centro della comunità: il Safety Day.

Il Safety Day
Sul piazzale della GDM viene allestito un palco e di fronte siedono i lavoratori e sono invitate anche le loro famiglie. I bambini vengono intrattenuti e sensibilizzati alla prevenzione da Associazioni culturali della zona o da organizzazioni più strutturate, come i Viglili del Fuoco, mentre iniziano riflessioni, talk e coaching motivazionali.
Ci sono i grandi player che operano sul territorio nell’oil&gas (Eni, Total), le Associazioni di categoria (Confindustria), organismi che hanno un ruolo centrale sul tema (Inail, Ispettorato del Lavoro), coach motivazionali, ognuno dei quali, con un proprio taglio, mette l’accento sulla necessità di avere comportamenti responsabili, consapevoli, maturi.
Ne va della salute e dalla vita di lavoratori che ogni giorno affrontano un’attività e dei rschi correlati che non vanno mai sottovalutati: dai più giovani, alle prime armi, ma anche dai più “anziani”, che paradossalmente sono i più esposti, dal momento in cui considerano routinarie le misure di prevenzione e possono allentare la tensione.
La parola d’ordine è collaborazione: ognuno è responsabile per sé e può fare del bene agli altri; in tema di sicurezza non è mai troppo presto né troppo tardi per affrontare il lavoro con la massima attenzione.
In GDM, durante l’anno, si monitora il lavoro di tutti i collaboratori e si stila una graduatoria, che premia i lavoratori più virtuosi, nel Safety Day.

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“Vogliamo trasmettere il messaggio che produttività e rispetto delle regole non sono fattori in contrapposizione ma, anzi, possono e devono viaggiare in simultanea. Ecco perché la classifica incrocia questi due parametri e premia le persone che hanno mostrato un’ottima performance sui due aspetti”, dice Michele Margherita.
Ad ogni lavoratore virtuoso va un premio di 1.000 euro in buoni vacanza, da spendere con le loro famiglie, per alimentare quel benessere che ogni datore di lavoro dovrebbe assicurare ai propri collaboratori meritevoli.
E gli altri lavoratori? Tutti in platea, ad assistere alla giornata ed applaudire i relatori e i colleghi, prima di dedicarsi ad un pranzo a base di tipicità locali, sempre con le loro famiglie.
È una giornata speciale, il Safety Day, ma GDM la considera anche una ordinaria giornata di lavoro, in cui retribuire regolarmente tutti come se fossero in attività nelle varie mansioni. È un modo per ribadire che ascolto, riflessione, condivisione e assunzione di responsabilità sono parte integrante della propria attività.
La lodevole iniziativa della GDM, dal 2025 potrebbe diventare un roadshow esteso a molte altre aziende del territorio della provincia di Potenza e, chissà, estendersi anche oltre, per diventare modello virtuoso di prevenzione e di attenzione sui temi che finiscono sui media solo in caso di tragedia.
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