Squid Game: proviamo a comprendere

In queste ultime settimane sono stato chiamato a dare la mia opinione sulla serie tv Squid Game. Molte scuole mi hanno contattato per aiutare le famiglie e i docenti a comprendere i contenuti di questa serie televisiva.
Una serie scritta in Corea e seguita con i sottotitoli italiani che riesce ad entrare nelle menti dei più piccoli. L’aspetto importante è che questa serie televisiva, in qualche modo, sta affascinando il pubblico, e in particolare tanti bambini, e bisogna capire le motivazioni di questo enorme successo.

I più piccoli si confrontano tra loro e si scambiano le notizie. Si tratta di una serie televisiva che ha per protagonista, Seong Gi-hun, un quarantenne che non ha un lavoro e che vive il dramma della dipendenza dalle scommesse. Oltretutto abita con la madre malata ed è pieno di debiti. Gli viene offerta l’opportunità di partecipare a un gioco per racimolare un bel po’ di soldi e accetta, senza sapere cosa lo aspetta. Quando si sveglia si ritrova in un posto che assomiglia tanto ad una prigione, con diversi sorveglianti mascherati che moderano tutte le attività: l’uomo si ritrova in compagnia di poveri infelici come lui che hanno deciso di partecipare ad una sfida pazzesca.


Questo gruppo di persone, per la precisione 456, vive una difficile situazione economica.
Inizia questo un gioco a cui partecipano donne e uomini che non hanno nulla da perdere e mettono a rischio la propria vita per avere un ricco premio finale. Ognuno di loro prende parte ad una serie di giochi per bambini che ricordano ad esempio “un, due, tre, stella” e altri che il pubblico occidentale non conosce come “il gioco del calamaro”, noto in Corea. Chi perde la gara non viene eliminato, come si potrebbe pensare, ma ucciso brutalmente.
Un gioco finanziato e sostenuto dai ricchi che vogliono divertirsi e vedere, attraverso delle sfide terribili, se questi poveri riescono a sopravvivere.

Il desiderio di emulare


I giochi presenti nella serie tv vengono emulati e a Treviso alcuni ragazzi hanno picchiato un compagno di scuola. Hanno spiegato, dopo aver compiuto il folle gesto, che meritava di essere picchiato, perché aveva perso la sfida cosi come accade su Squid Game.
Mi è capitato, durante un incontro con ragazzi delle scuole medie, di parlare con uno studente che ha sottolineato come questa serie imprima valori molto forti, perché viene offerta un’occasione in cui puoi recuperare la tua posizione economica. Quindi, un messaggio sociale e valoriale completamente stravolto, poiché di fronte alla riconquista di una posizione economica, che diventa poi sociale, siamo disposti a fare tutto. Trovo che la serie sia stata concepita bene e anche per un adulto ha un impatto emozionale difficile da accettare. Purtroppo, sui bambini si hanno dei riscontri negativi e gli adulti devono trovare il modo di spiegare le scene di questa serie tv.
Il limite nasce nella mancanza di supporto da parte dei genitori. Come mai i genitori di minori permettono ai bambini di vedere questa serie senza spiegarla e senza guardarla con loro?
Ricordiamoci che siamo di fronte alla Generazione Netflix che vive sull’ on demand e che quotidianamente si alimenta attraverso serie tv.


I meccanismi che scattano nel bambino


Due elementi devono essere chiari a tutti: il primo riguarda il protagonista che non partecipa solo per la curiosità di giocare, ma è spinto dalla disperazione e dal desiderio di riguadagnare una posizione che ha perso e che pensa di poter riconquistare; l’altro elemento coinvolge gli aspetti valoriali negativi che vengono trasmessi.
I ragazzi, i miei studenti e i bambini sostengono che il protagonista pur di riconquistare i soldi decide di giocare il tutto per tutto e non può passare questo messaggio.
Il bambino vista la serie entra in un meccanismo di pregiudizi, congetture e rivalsa che sono falsate dal fatto che dietro esiste una sceneggiatura. Una sceneggiatura che prevede esecuzioni violentissime e questo provoca un sistema di emulazione molto grave.
Un aspetto imbarazzante riguarda la sigla, poiché sulla rete viaggiano tantissime possibilità di truffa. Soltanto in Italia sono state truffate un milione di persone dietro la proposta di giochi con la scritta Squid Game. Il brand è diventato forte e ben assestato al punto tale da ingannare una parte della popolazione.
Il problema serio su cui riflettere è legato alla necessità di creare un’alleanza educativa forte. Il Vaticano è intervenuto, attraverso un articolo sull’Osservatore Romano, sostenendo l’importanza di un’alleanza educativa tra tutti gli attori della società.


Chi si occupa dei bambini e chi gli spiega come superare i messaggi violenti, affinché non commettano atti che possano rovinare il corso della loro vita?
Certamente, è stato traumatizzante per il bambino di Treviso essere picchiato ed è stato altrettanto traumatizzante per i ragazzi veder finire in ospedale il loro compagno. Un evento come questo ci dimostra che stiamo perdendo tempo e che non siamo preparati a fronteggiare le emergenze educative.

Squid Game: una nuova stagione in arrivo


La notizia delle ultime ore è che ci sarà una nuova serie di Squid Game. Il portale Elle riporta quanto dichiarato dal creatore della serie Hwang Dong-hyuk, durante una proiezione con sessione di domande e risposte a Los Angeles. Secondo Variety, Dong-hyuk avrebbe raccontato ai fan: “C’è stata così tanta pressione, così tanta richiesta e così tanto amore per una seconda stagione. Quindi mi sento quasi come se non ci lasciaste altra scelta! Ma ci sarà davvero una seconda stagione. È nella mia testa e in questo momento sono nel bel mezzo del processo di pianificazione”. Netflix non ha ancora confermato, ma le parole di Hwang Dong-hyuk non lasciano molti dubbi.
Abbiamo giovani che entrano in rete con un io iperfluido e pubblicano ciò che può piacere agli altri quindi tendono a “Vetrinizzare” le loro vite.
Abbiamo ragazzine che si sottopongono a delle diete incredibili per essere uguali alle loro TikToker o Influencer del cuore o ragazzini che vogliono tatuarsi come il loro Youtuber preferito.
Tutto ci porta a comprendere come il rapporto con le nuove tecnologie sia complesso e non vuol dire che le tecnologie siano da demonizzare, ma anzi ci sono molti aspetti positivi da far conoscere ai giovani.
Noi adulti dobbiamo capire e poi trasmettere ai nostri figli i nuovi codici e i nuovi linguaggi e sarebbe indispensabile una Scuola per Genitori.


Mark Zuckeberg proprietario di Facebook, Intagram e Whatsapp, ci ha spiegato che cambierà nome al suo social più conosciuto e si occuperà del Metaverso. Infatti, il nome che ha tirato fuori, uno degli uomini più ricchi del mondo, per il suo gioiello di famiglia è Meta abbreviazione di metaverso. Una sorta di monitoring algoritmico che permette a questo gigantesco Grande Fratello di sapere tutto di noi e di spingerci a comportamenti precisi. Il tutto nella nuova dimensione del metaverso. Tra reale e virtuale, tutto assemblato, tutto quasi vero, tutto da scoprire. Probabilmente diventerà sempre più difficile distinguere l’online dall’offline.


Ci servono degli “anticorpi” per rispondere ai cambiamenti e se non siamo pronti a rispondere non possiamo aiutare i più piccoli.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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