IA Policy: come usiamo l’intelligenza artificiale

Partiamo da una percentuale: 80%.

Secondo una ricerca della Thomson Reuters Foundation, condotta nel 2024 su 221 giornalisti del Global South, circa l’80% delle redazioni intervistate non si era ancora dotata di una policy sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Niente linee guida, che tradotto significa poca trasparenza verso i lettori su se e come l’IA sia entrata nel lavoro giornalistico.

Perché te ne parlo oggi, un anno e mezzo dopo? Perché le cose non sono cambiate, a livello mondiale. Ancora oggi, le redazioni che hanno già una policy spesso si fermano ai principi generali, senza tradurli in indicazioni concrete per chi lavora ogni giorno. Lo rileva il CNTI (il Center for News, Technology & Innovation) in un report di febbraio 2026, che ha analizzato 30 studi sul tema: le linee guida esistono, ma restano sulla carta.

E nel frattempo, il mondo cambia velocemente di quanto possiamo rendercene conto. La fondatrice del fact-checker brasiliano Aos Fatos ha raccontato alla conferenza AI and the Future of News del Reuters Institute, a marzo 2026, che nel 2025 il 16% dei contenuti che la sua redazione ha dovuto verificare era generato dall’AI: il doppio rispetto all’anno precedente.

Solo su TikTok, la disinformazione spacciata per informazione e prodotta grazie a strumenti di IA ha raggiunto i 32 milioni di visualizzazioni in Brasile. 

Trentadue milioni.

Come risponde a tutto questo chi fa informazione seria? 

Lo ha detto chiaramente anche il Guardian, una delle testate più avanzate al mondo su questi temi: un anno fa la sua redazione ha smesso di costruire prodotti sperimentali con l’IA e ha scelto di investire in formazione obbligatoria per tutti i giornalisti.
Per capire, per esempio, come funziona la tecnologia, che cosa può andare storto o come riconoscere gli errori. Prima le persone, poi gli strumenti.

E poi c’è la frase che mi ha colpita di più, detta da un giornalista investigativo di Reuters che usa l’IA ogni giorno per il suo lavoro: L’IA non può darvi dati che non esistono già. Per questo dico ai giornalisti che l’IA non può prendere il vostro posto: perché voi potete andare sul campo.

È in questo contesto che News48 ha scelto di fare una cosa semplice, ma non scontata: dire pubblicamente come lavorano le sue giornaliste e i suoi giornalisti nell’era dell’IA. 

La nostra IA Policy

Sempre più spesso ormai ci chiediamo: questo l’ha scritto una persona o una macchina? Questo video è reale o generato dall’IA?
È una domanda che dobbiamo farci sempre, non solo quando ci informiamo e merita una risposta onesta.

In News48 ci siamo posti questa stessa domanda e abbiamo deciso di risponderle pubblicamente, con una AI Policy che racconta in modo trasparente come e soprattutto come non utilizziamo l’intelligenza artificiale nel nostro lavoro.

Ci sono redazioni che la usano per produrre contenuti in automatico, altre che la ignorano del tutto, altre ancora che se ne servono senza dirlo.

Noi abbiamo scelto una strada diversa: usarla in modo consapevole e comunicarlo ai nostri lettori.

La nostra policy si fonda su un concetto preciso: il modello human-in-the-loop. Significa che le persone guidano sempre il processo. L’IA supporta ma non decide, non pubblica e non sostituisce il giudizio di chi ha scelto questo mestiere.

Ogni contenuto che pubblichiamo è scritto, verificato e approvato da noi.

Un lavoro di redazione

Questa policy non è stata calata dall’alto: è stata discussa, letta e condivisa da tutta la redazione. Perché le regole funzionano quando le senti tue, non quando le ricevi per email.

Non è nemmeno un documento statico. Il mondo dell’IA cambia ogni giorno e le nostre linee guida cambieranno con lui. A non cambiare saranno i nostri valori: la responsabilità editoriale resta sempre e solo nelle mani delle persone.

Perché lo raccontiamo?

Perché crediamo che tu, che fai parte del nostro pubblico, abbia il diritto di sapere come viene prodotta l’informazione che leggi e ascolti nei nostri prodotti editoriali. E perché siamo convinti che la fiducia si costruisca con la coerenza e i fatti, non con le dichiarazioni di intenti.

Puoi leggere la nostra AI Policy completa sul sito.

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Teresa Potenza
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Teresa Potenza

Giornalista e podcaster. Ha realizzato i podcast Ponti invisibili, sulla sua storia in Siria e Merce di Scambio, una indagine sulla compravendita di organi. L’ultimo è Potenza Artificiale in cui condivide ciò che studia e approfondisce sull’intelligenza artificiale generativa. È membro del JournalismAI, network di giornalisti che utilizzano l’IA in modo etico, sostenuto dalla London School of Economics e Fondatrice dell’Associazione Constructive Network, rete di professionisti dell’informazione e della comunicazione che divulgano il giornalismo costruttivo e delle soluzioni.

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