Non solo sapere, ma saper fare: la nuova sfida della Scuola Italiana

La scuola, luogo di apprendimento e crescita, è oggi al centro di un profondo ripensamento. In un mondo in cui il sapere evolve con una velocità senza precedenti, l’educazione non può più limitarsi alla trasmissione di nozioni astratte. Deve diventare uno strumento vivo, in grado di preparare i cittadini di domani ad affrontare sfide complesse e mutevoli.

Un’ampia indagine condotta a fine agosto 2025 dall’Osservatorio Fragilitalia, promosso dal centro studi Legacoop in collaborazione con Ipsos, fotografa le aspettative degli italiani nei confronti del sistema scolastico. I dati, raccolti e analizzati da Enzo Risso, sono stati pubblicati in un articolo apparso sul quotidiano Il Domani, dal titolo: “La scuola del futuro? Gli italiani sperano sia pragmatica e innovativa”.

Informatica e telecomunicazioni, formazione tecnica e ambiti economico-gestionali i percorsi formativi scelti

Secondo la ricerca, al primo posto tra i percorsi formativi ritenuti più utili ci sono quelli legati all’informatica e alle telecomunicazioni, scelti dal “37 per cento degli intervistati”, con un picco del “43 per cento nel Sud”. Subito dopo troviamo i corsi nell’ambito della sanità, indicati dal “36 per cento”, con un dato ancora più alto nel Nordest (“45 per cento”).

La preferenza per una formazione tecnica è confermata dall’interesse verso settori come meccanica, meccatronica ed energia, citati dal “29 per cento” (con un picco del “34 per cento” tra i giovani), e elettronica ed elettrotecnica, scelti dal “34 per cento” degli under 30, in particolare dal “31 per cento del ceto medio”.

Significativo anche l’interesse verso ambiti economico-gestionali come amministrazione, finanza e marketing (“23 per cento”), mentre i percorsi professionali segnano una netta crescita, passando al “21 per cento” (un incremento di 6 punti rispetto al 2024), con una forte concentrazione tra le persone con bassa scolarità (“29 per cento”).

Anche il turismo e le biotecnologie vengono apprezzati

Anche settori come il turismo e la chimica, materiali e biotecnologie mostrano una crescita, attestandosi rispettivamente al “20” e al “18 per cento”. Più stabile l’interesse verso i percorsi linguistici (“18 per cento”), mentre risultano in calo le costruzioni (“11 per cento, -3”), l’agricoltura (“11 per cento, -2”) e il sistema moda, che scende al “4 per cento” (con una perdita di 2 punti).

Ma l’opinione pubblica non si limita a elencare i percorsi desiderati: chiede anche un ripensamento radicale della scuola secondaria superiore. La richiesta più forte riguarda l’introduzione di “nuovi e più convinti corsi volti all’accesso al mondo del lavoro (71 per cento, con punte del 76 per cento al Nordovest)”, segno di quanto l’istruzione venga percepita come strumento essenziale per l’inserimento professionale. Molto rilevante è anche il desiderio di “più presentazioni aziendali all’interno degli istituti (69 per cento)”, a cui si affianca una forte spinta verso l’internazionalizzazione: il “67 per cento” degli intervistati auspica “l’intensificazione degli scambi culturali con altre scuole europee”.


Francesco Pira

Vuoi leggere altre riflessioni di Francesco Pira?

Sociologo saggista e giornalista, è professore associato di Giornalismo Web e Comunicazione Strategica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Direttore del Master in “Esperto della Comunicazione Digitale” e Delegato del Rettore alla Comunicazione. 

Le sue riflessioni toccano temi importanti per la nostra società: il mondo digitale, i giovani, l’informazione.


Costruire una scuola più concreta: l’obiettivo

La didattica tradizionale viene messa in discussione. Il “64 per cento” degli italiani chiede una “revisione dei programmi con più spazio agli insegnamenti pratici” e un’analoga percentuale reclama “maggiore presenza di stage in impresa”. L’obiettivo è chiaro: costruire una scuola più concreta, capace di avvicinare gli studenti al mondo reale, senza abbandonare il rigore della formazione.

Anche l’università è chiamata a rinnovarsi. Una quota crescente della popolazione – “57 per cento, in aumento di 4 punti rispetto al 2024” – ritiene fondamentale “offrire più periodi di studio all’estero”, per formare competenze globali e stimolare l’apertura culturale. Il “49 per cento” degli intervistati chiede inoltre “tirocini obbligatori per tutti gli studenti”, mentre il “47 per cento” suggerisce l’introduzione di “crediti formativi aggiuntivi per chi lavora durante gli studi”, a riconoscimento del valore dell’esperienza professionale. Ugualmente significativa è la richiesta di “presentazioni aziendali in aula universitaria” (47 per cento), sebbene in lieve calo rispetto all’anno precedente.

Anche nella scuola primaria, le famiglie indicano con chiarezza la loro visione: vogliono un’educazione capace di valorizzare l’aspetto creativo e umano dell’apprendimento. Laboratori itineranti di musica, disegno, ballo e attività artistiche vengono visti come strumenti fondamentali per lo sviluppo personale dei bambini.

Quale il ruolo dell’intelligenza artificiale?

In questo contesto di trasformazione, il report restituisce un quadro sociale in rapido cambiamento. La scuola è percepita come motore del riscatto personale e collettivo, terreno fertile per la mobilità sociale e per la preparazione a un mondo in continuo divenire. Ma accanto al bisogno di certezze, emerge con forza il desiderio di innovazione.

In questo scenario, l’intelligenza artificiale si impone come alleato strategico. Le sue applicazioni nel campo educativo stanno trasformando profondamente le modalità di insegnamento e apprendimento. Piattaforme intelligenti, ambienti personalizzati e strumenti di analisi predittiva promettono di migliorare l’efficacia dell’istruzione, adattandosi alle esigenze individuali degli studenti, colmando lacune e favorendo l’inclusione. Ma il valore dell’IA non si esaurisce nell’efficienza: integrarla nella didattica significa anche formare individui consapevoli, capaci di leggere criticamente le tecnologie emergenti, di sviluppare pensiero computazionale e di interrogarsi sulle implicazioni etiche del progresso.

Il futuro chiede competenze tecniche e formazione umanistica

In definitiva, l’Italia si muove lungo una linea sottile ma necessaria: quella che unisce competenze tecniche e formazione umanistica, lavoro e cultura. Se vogliamo davvero una scuola pronta a rispondere alle sfide del futuro, occorre un nuovo patto educativo che non separi, ma integri questi elementi.

Sì, quindi, a laboratori, stage, tirocini. Ma anche sì alla filosofia, alla letteratura, all’arte, all’educazione civica. Perché un tecnico competente ma privo di pensiero critico rischia di essere solo un esecutore. E adesso, più che mai, abbiamo bisogno di persone capaci di creare, non solo di adattarsi.

L’indagine dell’Osservatorio Fragilitalia ci consegna un messaggio forte: gli italiani vogliono una scuola moderna e concreta, ma non per questo disumanizzata. La sfida è trovare un equilibrio. Solo così potremo costruire un sistema capace di formare non solo lavoratori competenti, ma anche cittadini consapevoli.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *