Come rendere sostenibile la nostra beauty routine

Smaltire rossetti, mascara, profumi e accessori spesso porta a confusione. Dal dossier “Contenitori senza trucco” di EconomiaCircolare.com e Junker, regole pratiche e soluzioni per trasformare la in la cura per noi in un gesto d’amore anche per il Pianeta.

La beauty routine, specie per le donne, è uno scrigno che custodisce piccoli rituali: un mascara che accompagna al lavoro, un rossetto sempre in borsa che regala colore al volo a una serata, un profumo che resta sulla pelle come una firma invisibile, una crema che coccola le mani. Ma quando questi prodotti finiscono, spesso non sappiamo dove gettarli. Eppure è proprio in quel momento che possiamo trasformare un gesto di consumo in un atto di cura, non solo per noi stesse ma anche per il Pianeta.

Il principio One Health: l’equilibrio tra salute umana, ambientale e animale

Il dossier “Contenitori senza trucco. Il corretto conferimento degli imballaggi dei cosmetici e dei prodotti per l’igiene personale” di EconomiaCircolare.com e Junker (l’app leader nel supporto alla raccolta differenziata sui territori) ricorda che la cura della persona e quella della Terra non devono essere in contraddizione, ma possono camminare insieme nel principio di One Health: la salute umana, ambientale e animale come un unico equilibrio.

Numeri e confusione: non sappiamo ancora cosa fare con i prodotti cosmetici

Secondo i dati, l’industria della bellezza immette ogni anno 120 miliardi di unità di imballaggi, di cui il 95% non viene riciclato. Una cifra enorme, ma anche l’occasione per ridurre sprechi e inquinamento attraverso scelte consapevoli. L’indagine condotta su 16 mila persone ha fatto emergere molti dubbi: meno del 20% sa che la confezione di un ombretto in plastica va nella raccolta plastica, mentre oltre il 77% la getta nel secco residuo. E la maggioranza ritiene che i profumi vadano smontati prima di buttarli, quando invece gli impianti sono già attrezzati a separare vetro ed erogatore.

«È un settore ad alto rischio di confusione», spiega Raffaele Lupoli, direttore di EconomiaCircolare.com e ideatore, insieme a Letizia Palmisano, del dossier. «Ma questo non significa che siamo condannati all’errore. Al contrario: informarsi, usare strumenti come Junker e seguire la regola del materiale prevalente ci permette di fare la differenza, trasformando un rifiuto in risorsa».

Dove buttare i cosmetici

Gli esempi pratici non mancano. La confezione del rossetto o del burrocacao va nella plastica; la boccetta di smalto, anche se in vetro, deve andare nel secco residuo perché contiene sostanze tossiche; i tubetti di crema non finiti vanno anch’essi nel secco residuo, se invece sono ben svuotati possono essere differenziati secondo il materiale. Il mascara vuoto – tubo, tappo e scovolino – va conferito nella plastica. Ancora più incertezza per la boccetta dello smalto. «Il 51% degli intervistati la getta nel secco, e fa bene: anche se in vetro, può contenere residui tossici. Solo se è completamente pulita, può andare nel vetro. Sbagliano coloro che buttano tutto nell’indifferenziato – quasi un partecipante su quattro perché si vanifica ogni tentativo di riciclo», aggiunge Lupoli.

Accessori e abitudini da abbracciare

Gli accessori non sono meno importanti e seguono regole precise: pennelli e spazzole vanno nel secco residuo, mentre piegaciglia, pinzette e bombolette spray vuote nei metalli, settore in cui l’Italia è tra i Paesi leader del riciclo. Sulle salviette struccanti, invece, l’incertezza regna sovrana: nonostante siano talvolta biodegradabili, non vanno nel WC, ma nel secco residuo.


Isa Grassano

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Isa Grassano è la nostra caporedattrice ed è appassionata di storie costruttive che rintraccia in Italia. Le sue narrazioni preferite? Turismo, libri, cultura: mondi da esplorare per trovare spunti sempre nuovi di ispirazione.


La sorte dei prodotti scaduti

Che sorte hanno i prodotti scaduti? La maggior parte delle persone (87%) ha capito che vanno smaltiti come indifferenziato, ma un 7% continua a buttarli nell’organico, fuorviato da etichette che parlano di ingredienti “biologici” o “biodegradabili”. «Il rischio di greenwashing è concreto. Per questo chiediamo alle aziende etichette ambientali chiare, leggibili e utili davvero al consumatore», sottolinea Letizia Palmisano.

Come gestire i rifiuti elettronici ed elettrici?

Ma non solo trucchi e creme. Nei bagni si accumulano spazzole elettriche, lampade LED per unghie, rasoi e dispositivi a luce pulsata. Questi non vanno nei rifiuti domestici, ma nei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), attraverso i centri di raccolta o la normativa “1 contro 1” e “1 contro 0”. Prima ancora, però, c’è la possibilità di allungarne la vita. «Riparare un piccolo apparecchio significa ridurre rifiuti e guadagnare tempo prezioso per l’ambiente», sottolinea Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker. Per fortuna, Repair Café e centri di assistenza stanno già dimostrando che si può fare.

Fenomeno wishcycling: speriamo che qualcuno se ne occupi

Il tema dei tessili logori è altrettanto importante: solo il 45% degli intervistati conferisce asciugamani e teli rovinati nei cassonetti del tessile, mentre la maggioranza li butta nell’indifferenziato. Un errore, perché anche questi materiali possono entrare in un circuito di riciclo.

Infine, non va dimenticato il rischio del wishcycling. «Spesso si getta un oggetto “a sentimento” nella differenziata – conclude Lupoli – sperando che venga riciclato. È uno sbaglio in buona fede che però può compromettere la qualità della raccolta». Per evitarlo basta poco: verificare sui canali istituzionali del proprio Comune o usare app (una è proprio Junker), che sciolgono i dubbi in pochi secondi.

Cosa stanno facendo le aziende?

In tutto questo, anche le aziende stanno muovendo i primi passi: alcuni brand hanno introdotto programmi di refill per rossetti e profumi, o packaging bio-based. Sono ancora tentativi timidi, ma mostrano che la strada è tracciata: ogni scelta può diventare parte di un percorso collettivo per tutelare l’ambiente che ci accoglie.


EconomiaCircolare.com è partner del Constructive Network e sceglie il giornalismo costruttivo.

Isa Grassano

Isa Grassano

Collabora con le principali testate nazionali scrivendo di turismo, attualità, libri, personaggi e storie vere. Ha fondato il blog di viaggi al femminile Amichesiparte in cui racconta storie da tutto il mondo. Tiene corsi di formazione per giornalisti ed è autrice di libri. Uno spirito entusiasta sempre al lavoro su un nuovo libro di successo.

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