Shareting: per ogni bambino 300 foto sul web

La nostra società ci mostra una realtà sempre più lontana dai valori e dai sani principi. Il consumismo emozionale ci porta a vivere sempre più soli e questo alimenta l’individualismo di ogni persona.  Un’era in cui la cattiveria e la crudeltà trovano terreno fertile e a dircelo sono i tanti casi di cronaca.

Tanti minori utilizzano la rete in modo inconsapevole e si espongono a innumerevoli rischi, diventando vittime di violenza sessuale.

La pedopornografia è un dramma del nostro tempo e anche Papa Francesco è intervenuto in diverse occasioni, ma ancora gli adulti non hanno ben chiara la gravità del problema.

In queste ultime settimane i pediatri hanno lanciato un allarme sul fenomeno diffuso della condivisione sui social delle foto dei minori. Si chiama “Sharenting” e la Società italiana di pediatria ha calcolato come per ogni bambino tutti gli anni siano circa 300 le fotografie caricate in rete. “Le prime tre destinazioni sono Facebook (54%), Instagram (16%) e Twitter (12%). I rischi in agguato sono molti e spesso gli stessi genitori ne sono inconsapevoli”.

Shareting: un fenomeno da tenere a bada

Ormai, i genitori sono abituati a condividere via social le foto dei propri figli e molto spesso aggiungono anche diversi dettagli e precisazioni.

A chiarire la diffusione dello Shareting ci ha pensato uno studio che sarà pubblicato sul Journal of Pediatrics, di cui primo autore è Pietro Ferrara, responsabile del Gruppo di studio per i diritti del bambino della Società pediatrica. Il report, che il portale tgcom24 rende noto, evidenzia che “l’81% dei bambini che vivono nei Paesi occidentali ha una presenza online prima di aver compiuto due anni, percentuale che negli Usa è pari al 92%, mentre in Europa si attesta al 73%. Entro poche settimane dalla nascita, il 33% dei bambini ha sue foto e informazioni pubblicate online. Inoltre, un crescente numero di bambini nasce digitalmente ancora prima della nascita naturale: si stima infatti che un quarto dei bambini abbia qualche tipo di presenza online prima di venire al mondo e negli Stati Uniti il 34% dei genitori pubblica abitualmente ecografie online, percentuale che in Italia si attesta al 15%”.

Ferrara ha dichiarato che “nella maggior parte dei casi, gli intenti dei genitori che condividono foto online dei figli sono innocui,  ma non va sottovalutato che questa pratica può associarsi a una serie di problematiche che principalmente ricadono sui bambini a partire dal rischio di furto di identità”.

La presidente della Società pediatri Annamaria Staiano ha sottolineato che “è importante supportare le mamme e i papà, bilanciando la naturale inclinazione a condividere con orgoglio i progressi dei figli con l’informazione sui rischi connessi alla pratica della condivisione”.

Bisogna stare molto attenti e informarsi sui rischi e sui pericoli che corrono i bambini. Proprio per questo motivo serve una buona formazione per i genitori e per i ragazzi. Purtroppo, oggi, i giovani decidono di mettere a disposizione il loro corpo e questo li espone a ricatti di gente senza scrupoli.

L’idea del corpo è completamente cambiata e viene continuamente esposto su quella vetrina, rappresentata dai social network, in cerca di approvazione. Ogni giorno, hanno bisogno di essere apprezzati dai propri follower e questo svela le loro insicurezze e le loro fragilità.

Il meccanismo delle challenge sui social network

I social hanno innescato un meccanismo perverso che è quello delle challenge (sfide pericolose e assurde) che sono diventate una vera propria arma di fidelizzazione e potenzialmente manipolazione, che, oltre alla pedopornografia, può sfociare in fenomeni di cyberbullismo, violenza e induzione al suicidio.

Mi riferisco, in modo particolare, alla “Shoe challenge” che consiste nel provare il maggior numero di scarpe e vestiti in 15 secondi, tutto rigorosamente a tempo di musica. Qui il rischio pedopornografia è altissimo con ragazzine che si svestono davanti alla telecamera senza problemi in nome della sfida.

Penso a nuove applicazioni come “Deep Nude” o “Bikinioff”.

Deep Nude è quella applicazione che consente, grazie alle tecnologie di Deep Fake, di spogliare completamente una donna in maniera virtuale. Un “bot” come questo è davvero pericolosissimo, poiché veicola immagini false che possono seriamente danneggiare le vittime ed in particolare le donne, visto che funziona solo con le immagini femminili.

Bikinioff è un’applicazione che permette di trasformare le foto delle bambine per “spogliarle” e poi inviarle tramite i canali di messaggistica istantanea. Riesce a generare nudi falsi quasi perfetti, partendo da immagini vere e permettendo all’utente di inserire le caratteristiche somatiche di suo gradimento.

Le applicazioni che espongono i minori ad innumerevoli rischi sono davvero tantissime e a queste si aggiunge un’altra violenza che vede protagonisti tanti malintenzionati, disposti a proporre ai bambini qualunque cosa per ottenere foto di nudo.

Ma non solo. Nell’era della vetrinizzazione il modo di presentarsi, l’essere grassi o magri, alti o bassi, il modo di vestire, di truccarsi, scatenano il linguaggio d’odio e forme di bullismo, cyber bullismo, discriminazione e generano il fenomeno del body shaming. Allora, i genitori, ormai quasi scomparsi dai radar, dovrebbero ritrovare il loro ruolo e prestare ascolto ai loro figli. Il mondo degli adulti appare distante, mentre le paure degli adolescenti crescono, avvolti dalla tecnologia, la utilizzano perché questa è l’epoca della società digitale, dei nativi digitali.

Siamo di fronte a nuovi modelli culturali e per vivere nella modernità è necessario che vengano utilizzati nuovi strumenti per educare e proteggere i bambini dai pericoli che minacciano continuamente la loro serenità e loro gioia di vivere.

Una frase contenuta nel racconto Piccolo Principe di Saint – Exupéry recita: “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta” ed è proprio vero. I grandi dovrebbero essere capaci di comprendere i silenzi e le paure dei piccoli ed essere pronti ad abbracciarli nei momenti in cui non sanno spiegare quello che li fa soffrire. E noi stiamo facendo abbastanza per cogliere i loro sguardi? Chiediamocelo…

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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