Pandemia: torniamo ad avviare i processi di comunicazione politica

“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”.
Winston Churchill era stato sferzante sul nostro Paese. Ma chissà cosa avrebbe detto se avesse scoperto che il Covid-19 sta facendo sparire il ceto medio. Enzo Risso sul Domani scrive della netta divisione che si sta consumando della popolazione italiana.


Secondo la ricerca l’Italia 2021 risulta essere una nazione divisa in due parti, con il 51 per cento degli italiani che si ritiene incluso e il 46 per cento che si sente escluso. Il dato converge nelle classi sociali: gli inclusi aumentano al 65 per cento nel restante ceto medio, mentre gli esclusi salgono al 66 per cento nei ceti popolari.
La maggioranza degli italiani (56 per cento) dichiara che la propria rete sociale e amicale è in contrazione (al 65 per cento tra i ceti popolari), mentre la quota che percepisce la rete in crescita si arresta al 38 per cento (44 nel ceto medio).
Il 37 per cento degli italiani non è capace di fare fronte a una spesa imprevista (una quota che nei ceti popolari sale al 63 per cento); il 16 per cento stenta a pagare le bollette (40 per cento nei ceti popolari).
All’inizio del 2021 la piramide sociale del paese colloca al vertice (4 per cento) quanti si sentono parte del ceto medio alto, il 27 per cento si riconosce come ceto medio, il 52 per cento si colloca nel ceto medio basso (una persona che ha il necessario senza lussi); mentre il 14 per cento rappresenta quelle persone che vivono con difficoltà del proprio lavoro. Infine, il 3 per cento si sente ormai parte del ceto marginale.
Analizzando il 2021 le persone che prevedono la propria condizione stabile sicura, o in crescita, ammontano al 30 per cento. Il 43 per cento della popolazione guarda al nuovo anno con forte preoccupazione e avverte la propria situazione sociale come insicura, in calo o deludente. Infine, il 27 per cento quando pensa al 2021 vede davanti a sé un futuro vago e confuso.
La crisi di identità sociale che ha investito quanti fanno, o stanno facendo, l’esperienza di passare da una classe all’altra è davvero uno degli effetti più negativi della società, travolta dalla pandemia. Certo, l’analisi di Risso non lascia alcun dubbio sulla possibilità di nuove forme di conflitto e dell’insoddisfazione di una buona parte della popolazione.

L’imprevisto sconvolge i cittadini

Tante volte ho affrontato le conseguenze di questa pandemia e in tutte le occasioni ho evidenziato come le fragilità della società del XXI secolo si sono acuite.
Possiamo considerare questo periodo come un banco di prova, dove quello che possiamo considerare “un imprevisto” sta sconvolgendo l’esistenza dei cittadini. La percezione della sfera pubblica è totalmente cambiata. Tutti i punti di riferimento da solidi si sono trasformati in fragili. Le istituzioni hanno perso la loro credibilità e l’assenza di rappresentanza peggiora la situazione. Chi ha perso il lavoro fatica a riconoscere nella classe politica colei che risolleverà le sue sorti, perché pochi sono gli elementi che hanno dimostrato la volontà di attuare una rinascita e di ricreare le condizioni per tornare a vivere. Ovvio, una vita nuova, ma vissuta in condizioni dignitose. La mancanza di fiducia ha spostato la prospettiva, incrementando la rabbia sociale. La pandemia ha messo in luce ogni squilibrio sociale, anzi lo ha amplificato, sbattendoci in faccia la totale assenza di coesione sociale.


In una condizione di totale isolamento, bisogna tornare ad avviare i processi di comunicazione politica. I cittadini aspettano dei segnali forti che restituiscano loro la speranza e la tranquillità ma soprattutto la dignità a quegli uomini e a quelle donne che, dopo un anno di crisi, si ritrovano nell’assoluta povertà. La nostra costituzione all’Art. 1 recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Facciamo in modo che questo non resti solo un articolo sulla carta, ma diamo la possibilità a tutti di ricominciare. Non domani o dopodomani, ma qui e ora.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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