Libri: quanto leggiamo in Italia?

Libri, una parola che riempie il cuore e lo spirito. Informano, insegnano, educano, accompagnando l’essere umano in ogni stagione della sua esistenza.
Essi rappresentano una ricchezza straordinaria per la società, per l’identità di un popolo e di uno Stato.
Ma quanto e come si legge? Quanto leggiamo in Italia? Dove si legge di più?

Nel 2025 i numeri dei lettori crescono, ma il tempo dedicato alla lettura si riduce. Dai dati dell’Associazione Italiana Editori emerge un Paese che ama i libri, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti, ma che fatica a ritagliarsi spazi per leggerli.
Un trend in chiaroscuro che racconta qualcosa di più profondo: il rapporto tra cultura, abitudini e territori.
Ecco cosa ci dicono oggi le statistiche sulla lettura in Italia, e quali iniziative stanno cercando di coltivarla.

Nel nostro Paese, i dati raccontano che il numero di lettori registrato nel 2025 è cresciuto del 4% tra le persone di età compresa tra i 15 e i 74 anni, arrivando a toccare i 33,9 milioni, corrispondenti al 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente.
Tra gli adolescenti, in particolare nella fascia d’età tra i 15 e i 17 anni, la percentuale di coloro che leggono è cresciuta del 5%.
Nella fascia tra i 18 e i 34 anni si è registrato un aumento del 2% (82% della popolazione) e, infine, nella fascia di età tra i 55 e i 74 anni, si è verificato un innalzamento del 2% (68% della popolazione).

Sempre secondo l’AIE, nel 2023, il 96% dei lettori tra i 4 e i 14 anni ha letto almeno un libro non scolastico, superando del 75% l’anno 2018.
E ancora, un dato incoraggiante riguarda l’approccio alla lettura dei più piccoli (0-3 anni). Sono stati il 70% i bambini coinvolti da letture ad alta voce da parte degli adulti, dal contatto diretto con il libro, da forme di pre-lettura.

Rspetto al periodo della pandemia, il mercato dei libri per bambini e ragazzi ha conosciuto un grande sviluppo: nel 2022 sono state vendute 2,6 milioni di copie in più rispetto al 2019. Lo affermano i dati Bibliogram.

Lettura: dati in calo

La Presidente del Gruppo Editoria di varia di AIE Renata Gorgani afferma che “cresce il numero di persone che si dichiarano lettori e lettrici in tutte le fasce d’età, ma soprattutto tra i 15 e i 17 anni: la lettura viene infatti sempre più percepita dai giovani come un’attività da condividere e mostrare con orgoglio”. Dunque, durante l’adolescenza, la lettura rappresenta la relazione con sé stessi e con gli altri, così come la condivisione con il gruppo dei pari. Si tratta, quindi, di un processo di conoscenza, consapevolezza e scoperta, sia della propria interiorità sia della realtà circostante. “Ma, allo stesso tempo, le si dedica meno tempo: anche questo è un tema che deve essere affrontato”.

La riflessione critica espressa dalla professionista mette il focus sul fatto che aumenta il numero dei lettori, ma diminuiscono i tempi e la frequenza di lettura. In termini di dati, l’AIE evidenzia che il tempo medio settimanale dedicato in particolare alla lettura di libri a stampa è calato da 3 ore e 32 minuti nel 2022 a 3 ore e 7 minuti nel 2025. In aggiunta a ciò, sono diminuite anche le quote di chi apre un libro almeno una volta a settimana e di chi legge solo qualche volta al mese. “Il 37% dei lettori legge fino a tre libri, e-book o ascolta fino a tre audiolibri l’anno. Il 22% legge tra 4 i 6 libri all’anno, il 19% tra 7 e 11 e il 22% 12 o più – afferma Gorgani. Le donne leggono più degli uomini: 82% contro 72%.

Le regioni italiane e i lettori

La lettura è un elemento culturale e l’approccio ad essa può cambiare in base al territorio e al tessuto sociale. In Italia, lo scenario è abbastanza eterogeneo e ciò testimonia una differenziazione regionale notevole. Secondo i dati ISTAT del 2023 si legge più nel Centro-Nord e tra chi ha un titolo di studio più elevato. Nel 2022 ha letto almeno un libro il 46,3 % delle persone residenti nel Nord-ovest, il 45,8% di quelle del Nord-est e il 42,4% di chi vive nel Centro. Al Sud la quota di lettori è del 27,9% mentre nelle isole la realtà è molto differenziata tra la Sicilia (24,0%) e la Sardegna (40,0%): quest’ultima si caratterizza per quote di lettori sovrapponibili a quelle delle regioni del Centro. Lo studio statistico rivela anche che il grado di istruzione influenza le abitudini di lettura: tra le persone con un’età pari o superiore ai 25 anni, legge libri il 68,9% dei laureati, il 43,2% dei diplomati e solo il 17,1 % di chi possiede al massimo la licenza media (con un rapporto tra titolo di studio bassi pari a 4 lettori su 1).

Tra le città italiane del Nord Italia, Pordenone è molto attiva nell’ambito della sensibilizzazione alla lettura. Ciò è favorito da festival letterari come Pordenonelegge, che si svolge nel mese di settembre, da attività di promozione culturale e da associazioni come la Banco Lib(e)ro di Udine.
Il 4 febbraio ha preso il via la nuova edizione de Il Piccolo Dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi. Si tratta di un progetto che vede in attivo la partecipazione di 12 regioni di tutta Italia con la partecipazione di studenti e studentesse di 95 classi. Questa iniziativa è stata promossa da Fondazione Pordenonelegge.it con la collaborazione della Fondazione Treccani Cultura e sotto il patrocinio di Pordenone Capitale della Cultura 2027 e con la partecipazione dell’Istituto Toniolo, Ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Parole O_stili.

“Questo progetto assume nel 2026, e ancor più nel 2027, un ulteriore significato, quello di inserirsi pienamente nella programmazione di Pordenone Capitale italiana della Cultura e di rappresentare uno dei progetti che testimoniano l’attenzione concreta del dossier nei confronti dei giovani. Troppo spesso si parla di attenzione verso le nuove generazioni in modo retorico, ma, in questo caso, si propone un vero e proprio percorso di grande valore, perché non solo consente ai ragazzi di misurarsi con la lingua italiana, ma la scelta delle loro parole diventa una chiave per decifrare il loro mondo, che spesso ci risulta di difficile comprensione”, ha affermato l’Assessore alla cultura Alberto Parigi.

Il libero scambio e il recupero di risorse, invece, sono le due forze motrici di Banco Lib(e)ro di Udine, piano culturale per il bene comune, attraverso cui vengono distribuiti libri gratis, per mezzo di donazioni, da consegnare alla collettività. Presso la Casa dell’Immacolata di don Emilio de Roja è stato organizzato infatti un magazzino che viene gestito da alcuni volontari. Supportano il progetto anche la Biblioteca Civica “V. Joppi” e la Biblioteca Quartiere “Rizzi-S.Domenico”. Coloro che partecipano sono sia privati cittadini sia enti. Entrambi possono recarsi a prelevare o a depositare libri e materiale multimediale. 

Le iniziative che aiutano a stimolare la lettura

Il Friuli Venezia-Giulia è una regione che si distingue per le iniziative legate al mondo dei libri ma non è l’unica regione attiva in Italia.
Nati per leggere, per esempio, è un programma nazionale di promozione della lettura caratterizzato da 800 progetti locali che vedono la partecipazione di bibliotecari, educatori, pediatri, enti pubblici, operatori socio-sanitari e associazioni culturali e di volontariato. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal CSB Centro della Salute del Bambino Onlus. Questo progetto, in Lombardia, coinvolge più di 2000 comuni. Tale lavoro coltiva ed esprime pienamente l’importanza della lettura in famiglia, fin dalla nascita, nel percorso di crescita del bambino da un punto di vista cognitivo-intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale.
Nel 2016 la Regione Lombardia ha sottoscritto “Il Protocollo d’Intesa con il Centro per la Salute del Bambino e il Comitato Italiano per UNICEF per la promozione delle competenze genitoriali attraverso il programma “Nati per leggere ” e del progetto “ Baby Pit Stop”.
Gli obiettivi di questo Protocollo sono le “competenze per la salute” (healthy literacy) nei genitori, attenzionando anche situazioni di disagio sociale e favorendo una collaborazione tra diversi settori regionali, istituzioni locali e associazioni. Tutto in nome della salute a livello individuale e di comunità.

“Leggere è una festa che non finisce mai”, questo è stato il tema di #IoleggoperchéLAB-NIDI, un’iniziativa di donazione per promuovere la lettura fin dai primi anni di vita, promossa dieci anni fa dall’Associazione Italiana Editori. Ogni anno, il principale obiettivo di questo piano culturale è quello di potenziare le biblioteche scolastiche in tutta l’Italia, arricchendo il loro patrimonio librario e di favorire l’accesso alla lettura. Bambini, ragazzi, famiglie e scuole sono i protagonisti di questo progetto culturale di respiro nazionale.

Celebrato dal 7 al 16 novembre 2025, secondo quanto si legge su Il Sole24 ore, quest’anno #Ioleggoperché ha coinvolto 29.216 scuole e 4.061 librerie. Inoltre, per via dell’anniversario decennale, in dieci città italiane (Milano, Roma, Torino, Vicenza, Firenze, Rimini, Napoli, Lecce, Messina, Cagliari) si sono tenute delle “feste di compleanno” in libreria, con gli studenti delle scuole gemellate, per trascorrere una serata dedicata ai libri. L’organizzazione di questo evento è derivata dalla collaborazione tra l’Associazione italiana librai (Ali) e Sindacato Italiano Librai  e Cartolibrai (SIL).

“Questo è l’anno della festa, a cui invitiamo tutti, ma anche l’anno in cui fotografare cosa è stato fatto e cosa migliorare: sono entrati milioni di libri nelle scuole in questi anni per migliaia di progetti di lettura. Una scuola su cinque (il 20,6%) ha dichiarato di aver avviato o che avvierà una biblioteca scolastica grazie a #Ioleggoperché. E più di nove scuole su dieci (il 90,3%) hanno attivato o progettato iniziative per effetto del progetto. Ancora oggi però una scuola su sei non dispone di una biblioteca scolastica. Per questo pensiamo alla festa ma con un occhio già anche al futuro, perché possiamo fare ancora di più. Noi cominceremo con un “primo mattone” di cui ci faremo carico come Associazione per aprire cinque biblioteche scolastiche in scuole del Sud in cui il progetto non è ancora arrivato”. Queste le parole di Innocenzo Cipolletta, Presidente dell’AIE.

Cosa si può ancora fare

In questo scenario fatto di dati in crescita e tempi che si assottigliano, la lettura non sembra avere bisogno di slogan, ma di condizioni favorevoli. E soprattutto di spazi per svilupparsi, tempo ed esempi concreti. Comunità che la rendano un gesto condiviso e non un’attività solitaria da incastrare tra mille impegni. In fondo la lettura è un diritto che tutti possiamo esercitare. Il diritto di fermarsi, ma anche di approfondire e di immaginare. Leggere nasce dall’incontro: con una storia, con una voce, con qualcuno che ci ha mostrato che i libri possono essere rifugi, strumenti di comprensione, finestre sul mondo. È lì che la lettura trova nutrimento: nella relazione, nella cura, nella possibilità di riconoscersi e di andare oltre sé stessi.

Antonella Ferro

Antonella Ferro

Si occupa di docenza e cultura. Amante della scrittura e delle storie, ha collaborato con Nuovitalia.com e Read Magazine, rivista letteraria dell'agenzia editoriale Accademia della scrittura. Per Read ha ideato Palato Letterario, rubrica raffinata di cibo, testi e autori.

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