L’informazione cambia pelle e prova a sopravvivere alla crisi

Le edicole si svuotano e gli spazi pubblicitari non bastano più a garantire la sopravvivenza economica dei media, il mondo dell’informazione è costretto a fare i conti con una rivoluzione profonda. Non è solo una crisi di carta stampata, ma un mutamento strutturale del rapporto tra giornali, lettori, aziende e società. Mentre la fiducia nei media vacilla e il tempo dedicato alla lettura di notizie si contrae, gli editori sono chiamati a trovare nuove strade, reinventandosi in un contesto sempre più competitivo e frammentato.

Come racconta Dagospia, riprendendo una notizia diffusa dall’ANSA, “gli editori stanno progressivamente diversificando le proprie fonti di reddito”. Il quadro che emerge da una ricerca del Reuters Institute, rielaborata da Connact, è chiaro: “In un mercato in cui tiratura cartacea e pubblicità – pur rappresentando ancora circa il 45% dei ricavi complessivi – si mostrano in costante flessione, emergono nuovi strumenti di monetizzazione”.

Alcune risposte possibili alla crisi dell’informazione

Il focus si sposta così su eventi dal vivo, abbonamenti digitali, sistemi di membership, e-commerce, intelligenza artificiale e persino donazioni. Strumenti che, fino a pochi anni fa, sarebbero sembrati marginali o poco compatibili con l’identità di un’impresa editoriale. E invece oggi rappresentano la nuova linfa vitale di un settore alla ricerca di equilibrio tra sostenibilità economica e valore informativo.

Tra il 2020 e il 2025, infatti, “le entrate derivanti da eventi e membership hanno registrato una crescita significativa: gli eventi sono oggi prioritari per il 48% degli editori (contro il 32% di cinque anni fa), mentre i ricavi da abbonamenti e formule di membership digitali sono diventati strategici per il 77% degli operatori, tre punti in più rispetto al 2020”.

A colpire è soprattutto il ruolo crescente degli incontri pubblici come leva editoriale e commerciale. Non si tratta più solo di organizzare conferenze, ma di offrire piattaforme esperienziali dove aziende, lettori e redazioni si incontrano. “Gli inserzionisti sganciano denaro ma non s’accontentano della paginata di pubblicità: vogliono essere al centro della scena di un evento, con interviste all’AD, partnership, logo in bella vista”, scrive Dagospia.

Parallelamente, cala l’interesse verso la pubblicità tradizionale: “L’interesse è sceso del 12% per i formati classici (dall’81% del 2020 al 69% nel 2025) e del 16% per la pubblicità integrata nei contenuti (dal 75% al 59%)”. Le aziende cercano coinvolgimento, visibilità interattiva e branding esperienziale, molto più di un semplice banner o una mezza pagina.


Francesco Pira

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Sociologo saggista e giornalista, è professore associato di Giornalismo Web e Comunicazione Strategica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, dove è Direttore del Master in “Esperto della Comunicazione Digitale” e Delegato del Rettore alla Comunicazione. 

Le sue riflessioni toccano temi importanti per la nostra società: il mondo digitale, i giovani, l’informazione.


Il punto di vista sociologico: cosa sta accadendo?

Da un punto di vista sociologico, siamo di fronte a un cambio di paradigma significativo nel patto comunicativo tra media e cittadini. Se prima il lettore era principalmente un consumatore passivo, oggi è sempre più spesso parte attiva del sistema informativo: abbonato consapevole, donatore diretto, partecipante a comunità editoriali, voce presente sui social, fruitore e co-produttore di contenuti.

In questo scenario, l’informazione non è più soltanto un prodotto da vendere, ma un’esperienza da condividere, un contenuto che assume valore quanto più riesce a generare relazione. Il giornale non si limita a “dare notizie”: si trasforma in un centro di aggregazione culturale, in un attivatore di reti, in uno spazio dove le persone cercano senso e orientamento nel caos dell’infodemia contemporanea.

Questa evoluzione va letta nel contesto di una società sempre più disintermediata, dove le autorità tradizionali, inclusa quella giornalistica, vengono messe in discussione. La crisi della carta stampata non è solo economica, ma riflette una crisi di fiducia, di legittimità, di ruolo. L’editoria che sopravvive è quella che sa reinventare il proprio senso sociale, rispondendo al bisogno crescente di autenticità, trasparenza e coinvolgimento.

Un cambiamento culturale profondo

Il fatto che crescano le forme di finanziamento diretto, come abbonamenti, donazioni e membership, indica anche un cambio di prospettiva culturale: chi legge è disposto a pagare, ma solo se sente che il suo contributo è parte di un progetto condiviso. Questo sposta il baricentro dal “mercato dell’audience” al “patto di comunità”.

Inoltre, il crescente interesse per format come gli eventi indica che le persone non cercano solo contenuti, ma contatto umano, presenza fisica, partecipazione. È una reazione alla solitudine digitale, un desiderio di connessione in un mondo sempre più filtrato dagli algoritmi.

Questo non è solo un problema economico, ma anche culturale e democratico. Il dibattito, ospitato al Parlamento europeo in occasione dell’evento “Le nuove frontiere dell’informazione e dell’industria culturale Ue”, pone domande fondamentali: come garantire la libertà di stampa, il pluralismo, la qualità dell’informazione in un contesto dominato dalle logiche di mercato? Le risposte non sono facili. E anche gli strumenti legislativi come il Media Freedom Act, il Digital Markets Act o l’AI Act, pur importanti, potrebbero non bastare da soli.

Un messaggio di speranza nelle nuove iniziative

Eppure, in mezzo a queste trasformazioni, un messaggio di speranza si fa spazio: l’editoria sta cambiando volto, e forse anche anima. Sicuramente, non ha perso la sua funzione essenziale di presidio culturale e civile. La crescita di iniziative di membership e l’aumento di attenzione verso le donazioni e la filantropia (salite dal 12% al 20%) dimostrano che esiste ancora un pubblico disposto a pagare per un’informazione di qualità, a patto che sia trasparente, utile e coinvolgente.

Bisogna investire su fiducia, innovazione e relazioni trasparenti con il pubblico. Non si tratta solo di “fare eventi” o vendere gadget online. Si tratta di costruire comunità, valorizzare il capitale umano delle redazioni, fare giornalismo con uno sguardo rivolto al futuro.

In conclusione, se è vero che “la tiratura e le inserzioni contano solo il 45% dei ricavi complessivi dell’editoria”, è anche vero che i nuovi modelli non devono per forza snaturare la professione giornalistica. Possono anzi rafforzarla, restituendole un ruolo centrale in un’epoca disorientata e complessa, a patto di non perdere di vista il vero obiettivo: servire l’interesse pubblico con rigore, passione, coraggio e verità.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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