Pandemia: chi stava già bene, ora sta ancora meglio

Alla fine di aprile il ricercatore Enzo Risso, sul quotidiano Domani, ha analizzato i risultati di una ricerca sulla popolazione italiana. I dati evidenziavano come la pandemia ha decimato il ceto medio italiano. Adesso Risso è tornato ad esaminare la piramide sociale del paese, mettendo in luce i dati recenti dell’Istat. Emerge con precisione la percentuale dei poveri (+ 1,7 per cento).

Lo studio di tutti gli elementi raccolti, nei primi sei mesi dell’anno, ci presenta i segnali di ripresa e determina le mappe sociali. In aumento (+1 per cento) quella fetta di cittadini che non può pagare le spese dentistiche, del mutuo di casa o dell’affitto, ma, allo stesso tempo, decresce il numero di quanti ritengono di non poter far fronte alle spese straordinarie o impreviste (-3 per cento).

Risso ci avverte di alcuni cambiamenti importanti che non possono essere sottovalutati o non considerati. A quanto pare, rispetto ai mesi precedenti, sembra che il ceto medio si stia riprendendo. L’indicatore di ripresa arriva dalla campagna vaccinale che ha ridato speranza a chi lavorava nel commercio, nel turismo, nell’artigianato, azionando quell’energia necessaria per ricominciare a vivere.

Per quanto riguarda i benestanti, che avevano già un certo reddito, oggi sono in crescita, con un potenziamento del 2 per cento rispetto all’autunno 2020.

Fratture sociali significative

Purtroppo, restano ancora aperte le problematiche per le tre classi sociali che si collocano sotto al ceto medio. Migliora la condizione delle persone appartenenti al ceto medio decaduto, ossia quelle che facevano parte del ceto medio italiano e che col tempo, prima a causa della crisi economica e poi a causa del Covid, sono rimaste prive della loro sicurezza e della loro posizione sociale. Soltanto il 3 per cento di questa componente avverte un avvicinamento al ceto medio. È vero che si accorciano le distanze sociali di questo segmento di popolazione, ma rimane comunque quello più ampio con una percentuale del 39 per cento.

Nessun cambiamento favorevole né per il ceto fragile, ovvero quelli che non arrivano a fine mese, e né per il ceto  basso, quelli che hanno meno del necessario o si sentono poveri. Il ceto fragile e il ceto basso rappresentano il 17-18 per cento della popolazione. In questa percentuale sono inclusi 5,6 milioni di persone in povertà assoluta di cui parla l’Istat e a questi si devono sommare altri 4-5 milioni di persone che finiscono costantemente le loro risorse economiche famigliari ancor prima che si concluda il mese. Questo significa che i problemi sono aumentati per chi si trovava nei segmenti più delicati della società.

Risso sottolinea come l’Italia presenti fratture sociali significative, dove poco più del 40 per cento vive una condizione stabile e poco meno del 60 per cento vive condizioni sociali ed economiche non sicure che non gli garantiscono un’esistenza dignitosa. In Italia, ricorda ancora Risso, è in atto una polarizzazione sociale che vede il numero dei benestanti stare sempre meglio. Mentre il ceto medio dà segnali di ripresa, ma rimane sempre al di sotto del 40 per cento e gli altri ceti che sopravvivono tra insicurezze e  preoccupazioni.

Insomma, ancora una volta ci troviamo di fronte al dramma di quanti, da un momento all’altro, sono passati da una classe sociale all’altra e che hanno visto i loro problemi acuirsi a causa della pandemia. Sicuramente, l’analisi di Risso ci fa conoscere una realtà su cui forse non abbiamo, ancora oggi, riflettuto abbastanza: la povertà e la fame di molti.


Riavviare i processi di comunicazione sociale e politica

Ho cercato, in questo ultimo anno, di riflettere  e far riflettere sulle conseguenze di questo terribile periodo. Abbiamo perso tutte le certezze economiche  e l’idea che avevamo delle istituzioni si è letteralmente trasformata. Abbiamo perso fiducia nella classe politica e anche nella classe medica, perché in molte occasioni la comunicazione si è rivelata confusa e poco credibile. Ci siamo trovati di fronte a talk show in cui politici e medici continuavano a discutere e a litigare, dimenticando che dall’altra parte dello schermo c’era anche chi non moriva di covid, ma moriva di fame e di stenti. L’assenza di punti riferimento hanno generato l’insoddisfazione sociale, con un conseguente aumento dell’egoismo dove il detto: “mors tua e vita mea” è diventato il motto di gran parte della popolazione. Mentre continuavamo a ripeterci “ce la faremo”, entravamo in un sistema di totale isolamento dove non c’era più posto per l’altro e non ce ne siamo resi nemmeno conto.

Bisogna tornare ad avviare i processi di comunicazione sociale e politica. I cittadini aspettano dei cambiamenti che diano loro serenità e certezze, ma soprattutto che vengano presi in considerazione i problemi di quegli uomini e quelle donne che, dopo tanti mesi di difficoltà, si sentono ancora soli e abbandonati da quanti hanno fatto loro promesse e proclami.

Recuperiamo gli articoli della nostra amata Costituzione come ad esempio l’Art. 4 che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Ridiamo dignità a chi l’ha persa e smettiamola di polemizzare, perché ogni cittadino ha dei diritti inviolabili che non possono essere dimenticati o, ancor peggio, ignorati.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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