L’Uncuffing, tra desiderio di libertà e bisogno di connessione

Le relazioni affettive cambiano, si trasformano, respirano insieme ai nostri ritmi sociali e biologici. I sentimenti non vivono fuori dalla società, ma dentro la società: dentro i suoi tempi, le sue accelerazioni, i suoi silenzi e le sue improvvise aperture. E la primavera, da sempre stagione simbolica di rinascita e movimento, è anche il momento in cui molte persone sentono il bisogno di rimettere mano alla propria vita sentimentale, cercando nuovi equilibri o nuove direzioni. Davvero interessante, in questa prospettiva, l’articolo pubblicato su “TGCOM24”, dal titolo “Relazioni al cambio di stagione: il richiamo dell’uncuffing”, perché racconta con un linguaggio fresco e immediato un fenomeno sociale che rivela molto del nostro tempo: il desiderio, tipicamente primaverile, di ripensare ai legami, alleggerire dinamiche, capire cosa vogliamo davvero.

Uncuffing: sciogliere o ridiscutere i legami invernali

L’articolo descrive con chiarezza il fenomeno dell’“uncuffing”, ovvero la tendenza a sciogliere o ridiscutere i legami nati o rafforzati durante l’inverno. “TGCOM24” lo racconta così: “Con la primavera scatta l’uncuffing, ovvero la tendenza a sciogliere i legami nati o consolidati durante l’inverno, quando il nido caldo e le serie tv a due sembravano la soluzione perfetta”.
Un passaggio che restituisce bene la dinamica: l’inverno, con il suo bisogno di sicurezza e protezione, favorisce l’intimità; la primavera, invece, riapre lo sguardo sul mondo esterno.
Il pezzo prosegue spiegando che “la primavera è un acceleratore di sensazioni: più luce, più dopamina, più voglia di novità”. A questo risveglio fisiologico corrisponde un risveglio psicologico e relazionale: la routine rassicurante dei mesi freddi può sembrare improvvisamente limitante, generando il bisogno di esplorare, mettersi alla prova, ritrovare una versione di sé più curiosa.

Il valore del dialogo nelle relazioni

“TGCOM24” coglie nel segno quando osserva che l’uncuffing “non è necessariamente un addio, ma un bisogno di spazio per capire come si sta davvero”. Questo è l’aspetto positivo del fenomeno: non la rottura come fuga, ma come occasione di consapevolezza.
Anche i segnali descritti nell’articolo sono rivelatori: “Quando ogni proposta a due ha il sapore del ‘Déjà vu’, quando si rimanda il confronto e si vive di sospiri, è il momento di prendere sul serio questi segnali. Attenzione anche al confronto con l’esterno: se ogni occasione sociale diventa pretesto per immaginarsi altrove, forse la relazione è in fase di stallo”. Sono indicatori di un equilibrio che si modifica, non sempre un preludio alla fine.
L’articolo insiste sull’importanza del dialogo: “Prima tappa: dirsi le cose senza rumore di fondo”.Una conversazione sincera può diventare un nuovo inizio: rinnovare abitudini, ridefinire gli spazi personali, ritrovare complicità.



Una relazione non si sostiene per inerzia, ma per scelta.

Molto efficace anche la metafora: “La coppia non è una navicella chiusa, è una casa con finestre aperte”. Un’immagine che contiene già una direzione: apertura, non chiusura. Anche quando la conclusione è un addio consapevole. “Lasciare libera l’altra persona – e se stessi – è un gesto di cura, non di leggerezza”.

Questa tendenza stagionale si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda la trasformazione dei legami nella società contemporanea. Zygmunt Bauman ci ricorda che viviamo nella “modernità liquida”, dove le relazioni sono spesso flessibili, dinamiche, talvolta instabili. I legami si fanno più morbidi perché lo sono anche le nostre vite, segnate da cambiamenti continui e identità multiple.
Un altro elemento determinante è l’ambiente digitale. Oggi i rapporti nascono, crescono e talvolta si concludono negli spazi online, dove la velocità è altissima, l’offerta infinita e le alternative sempre a portata di clic.

Le piattaforme amplificano i desideri di rinnovamento — nuovi stimoli, nuove possibilità, nuove connessioni — ma aumentano anche i confronti impossibili con modelli ideali e filtri narrativi.
A ciò si aggiunge il ruolo dell’intelligenza artificiale: dalle app di dating che “prevedono” compatibilità, ai suggerimenti basati su algoritmi, ai contenuti che influenzano percezioni e aspettative.
Strumenti utili, ma che non possono sostituire la responsabilità affettiva. L’amore non è un calcolo probabilistico, né un flusso di notifiche.

Una nuova alfabetizzazione

Le relazioni richiedono una nuova alfabetizzazione emotiva: imparare a riconoscere ciò che proviamo, distinguere un bisogno momentaneo da una trasformazione profonda, capire quando si tratta di una parentesi stagionale e quando invece è un cambiamento interiore.
In questa prospettiva, l’uncuffing può essere visto non come superficialità, ma come momento riflessivo, un’occasione per interrogarsi: chi sono? Quale forma di legame desidero? Quale versione di me voglio portare nella relazione?
La primavera, con la sua energia rinnovatrice, non impone decisioni: suggerisce possibilità. L’uncuffing non è solo una tendenza, ma un modo — spontaneo e umano — di interrogare i propri desideri e ritrovare autenticità. A volte restando, a volte ripartendo, a volte riscoprendo la persona che siamo diventati. La verità nelle relazioni è semplice: quando ci ascoltiamo davvero, la direzione appare più chiara. E allora il cambiamento non fa più paura, diventa occasione.

Perché ogni stagione, anche quella del cuore, porta sempre un seme di speranza.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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