Il declino dell’amore autentico: come cambiano le relazioni nella società contemporanea

Un recente sondaggio Ipsos del ricercatore Enzo Risso ha evidenziato una realtà sociale sconfortante in cui le relazioni umane, in particolare quelle sentimentali, vivono una crisi profonda per la difficoltà di comunicazione o per il sempre maggiore individualismo, ma anche per il peso di un sistema economico che sfrutta ogni aspetto della nostra vita

In questi ultimi giorni, ho avuto modo di leggere un articolo del ricercatore Enzo Risso pubblicato su Il Domani. Uno spunto interessante per ragionare sulle condizioni emotive e relazionali che segnano la società contemporanea.

Il capitalismo emotivo e il pericolo dell’isolamento

Il sondaggio condotto da Ipsos in 30 paesi sulla piattaforma online Global Advisor e, in India, sulla sua piattaforma IndiaBus, tra venerdì 20 dicembre 2024 e venerdì 3 gennaio 2025 su un campione di 23.765 adulti di età pari o superiore ai 18 anni, evidenzia una realtà preoccupante riguardo al modo in cui gli individui vivono i loro sentimenti di amore e di soddisfazione nelle relazioni sentimentali. Questa fragilità emotiva e relazionale rientra nel contesto di un particolare “capitalismo emotivo” che sembra aver esteso la sua influenza anche sulle emozioni, creando un terreno fertile per l’isolamento e la disconnessione interpersonale.

A quanto pare, secondo l’indagine, “le persone che affermano di sentirsi veramente amate in Italia e Germania sono il 30 per cento. In Francia troviamo la quota più bassa: 19 per cento. Unico paese del vecchio continente in cui i sentimenti sembrano ancora veleggiare un po’ è la Spagna, con il 44 per cento di persone che si sente veramente amata. In Gran Bretagna si scende al 38, in Irlanda e Svezia al 35, in Ungheria al 28 e in Belgio al 27. Non va meglio sul fronte della vita sentimentale e sessuale. Gli appagati in Germania sono il 22 per cento, in Svezia il 18, in Francia il 17, in Ungheria il 20, in Belgio il 21, il Italia il 23 e in Gran Bretagna il 27 cento. Solo in Spagna il dato riesce a superare un terzo della popolazione (34 per cento). Complessivamente il quadro europeo, compreso quello spagnolo, appare lontano dal 48 per cento della Colombia, dal 43 del Cile, dal 42 del Messico o dal 40 del Sudafrica”. Ma non è tutto. In Italia solo “il 38 per cento afferma di sentirsi appagato nella relazione con il proprio partner”.

Secondo Ipsos, solo il 38% degli italiani afferma di sentirsi appagato nella relazione di coppia.

Il tema dell’amore e delle relazioni nella società moderna

Il grande sociologo Zygmunt Bauman ha spiegato ampiamente la definizione delle relazioni liquide moderne. L’affetto e l’amore diventano strumenti di consumo, utilizzati e poi scartati. Purtroppo, questo alimenta l’insoddisfazione e la frustrazione.

Byung-Chul Han, filosofo sudcoreano, ha affrontato il tema dell’amore. L’amore è stato ridotto a una semplice ricerca di piacere, e spesso la persona a cui ci si dedica perde la propria individualità, diventando un oggetto di soddisfazione, qualcosa da possedere, una proprietà.

Tante storie nascono sui social network e vengono vissute virtualmente dietro ad uno schermo. La superficialità delle relazioni si rileva in alcuni fenomeni come il “ghosting”, il “caspering”, lo “zombieng”,il “love bombing” o il “benching”. Termini della lingua inglese che riguardano le modalità per interrompere una relazione. Il legame viene archiviato senza nessuna spiegazione e questo può succedere anche in amicizia o in ambito lavorativo.

Le mie indagini sociologiche hanno dimostrato che esiste la mancanza di consapevolezza delle proprie emozioni e degli atteggiamenti ad esse associate e l’incapacità di relazionarsi con le emozioni altrui. Gli adolescenti preferiscono vivere il loro primo rapporto sessuale online e questo deve farci riflettere. Gli adulti hanno abbandonato l’idea di monogamia per dedicarsi al poliamore e ai rapporti poliamorosi. Una dinamica comunicativa-relazionale che porta solo alla concentrazione su sé stessi.

Come se non bastasse, ormai da tempo, sono in aumento i casi di violenza sulle donne, spesso invisibile o minimizzata. I femminicidi continuano a crescere in molte parti del modo, sono l’espressione tragica di una società che non sa più riconoscere l’altro come uguale, ma come qualcosa da controllare e da dominare. La “mercificazione” e la “vetrinizzazione” dei corpi e dei sentimenti favorisce la cultura della violenza che è ancora presente nella nostra società. Nonostante tanti passi avanti, rimane ancora molto da fare.

Molti adulti si sono allontanati dall’idea di monogamia, introducendo rapporti poliamorosi.

Modelli di reti sociali da rivedere

Ogni giorno, ci rendiamo conto di quanto alcuni modelli di reti sociali si basino su un sistema di relazioni ansiogene non più relazioni tra individui, ma relazione tra individuo e i suoi follower. Osserviamo le persone come se fossero oggetti presenti in un catalogo.

Quando un legame non ci soddisfa tendiamo a scartarlo e ad eliminarlo, perché all’interno delle “comunità guardaroba” è facile disfarsi delle persone. Tutti cerchiamo la relazione perfetta e una relazione si propone come un accordo utile fino a quando le richieste di uno dei due partner non compromettono lo spazio, le necessità e le opportunità dell’altro. 

Il sondaggio Ipsos e l’analisi di Enzo Risso ci pongono di fronte a una realtà sconfortante: le relazioni umane, in particolare quelle sentimentali, stanno attraversando una fase di crisi profonda, non solo per la difficoltà di comunicazione o per il sempre maggiore individualismo, ma anche per il peso di un sistema economico che sfrutta ogni aspetto della nostra vita. In Italia, come nel resto del mondo, l’amore e la soddisfazione emotiva sono minacciati da un “capitalismo” che riduce le relazioni a uno scambio di beni, escludendo due elementi fondamentali quali la condivisione e la crescita reciproca.

L’amore non è solo qualcosa da consumare

Le riflessioni di Bauman e Han, insieme alle percentuali raccolte, ci chiedono di ripensare seriamente la nostra visione dell’amore e dei legami, se non vogliamo che la società continui a essere segnata dalla solitudine, dalla violenza e dall’impossibilità di costruire storie d’amore autentiche e durature.

Non dobbiamo rassegnarci all’idea che l’amore sia destinato ad essere solo un prodotto da consumare. Ci sono tante persone che credono ancora nella forza delle relazioni basate sulla fiducia reciproca, sull’empatia e sulla comprensione. La speranza risiede proprio in questo: nella capacità di riscoprire e ritrovare l’amore come valore fondamentale della nostra esistenza, lontano dalle leggi del consumismo.

Possiamo ancora costruire un futuro in cui l’amore viene visto come una forza rivoluzionaria che unisce e sostiene, non solo la gente, ma la collettività nel suo complesso. Per farlo, occorre un impegno continuo, una valutazione comune e il coraggio di agire, partendo dai piccoli gesti quotidiani. Il vero cambiamento parte sempre dal nostro cuore e non dobbiamo dimenticarlo.

Qui l’articolo sul quotidiano Il Domani: www.editorialedomani.it

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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