• Sab. Dic 6th, 2025

Ristabilire i diritti della persona contro ogni intolleranza

Discriminazione e intolleranza: come affrontarle e superarle

La nostra società ci mostra diversi elementi contraddittori e tra questi ci sono i fenomeni di discriminazione e intolleranza. In questo nostro tempo globalizzato, si parla tanto di differenze e diversità

Purtroppo, la diversità non viene vissuta da tutti come una fonte di ricchezza ma, in alcuni casi, diventa un vero e proprio problema. Eppure, viviamo in una società pluralistica e dovremmo essere capaci di accettare chi ci circonda.

I migranti sono fonte di tensioni e paure. In alcuni casi, la narrazione giornalistica converte le persone in numeri. Non mi riferisco solo al fenomeno della migrazione, ma anche al terribile fenomeno del femminicidio. Dobbiamo conoscere i numeri per veicolare le notizie e renderle eccezionali. Le persone diventano percentuali da rendere note al pubblico o agli utenti della rete.

La rappresentazione distorta del fenomeno migratorio accresce i timori delle persone. Oggi, è sempre più difficile distinguere le notizie vere da quelle false. Tante sono le ricerche che dimostrano le forme di insofferenza nei confronti dei migranti.

Un problema di comunicazione che aggrava l’apprensione

Quest’apprensione dipende anche dai social media che diffondono messaggi che creano asimmetrie nell’accesso alla conoscenza. Gli individui non sono capaci di comprendere buona parte dei flussi informativi e questo peggiora la situazione.

Già la evidenze emerse nel XLVI Osservatorio sul capitale sociale degli Italiani – Lessico del Futuro (06/2015), ci mostravano come:

«Il tema degli immigrati, più degli altri, appare, invece, argomento di divisione. Al confine fra integrazione e chiusura, Riflesso delle paure sollevate dalla globalizzazione. Del mondo che incombe su di noi. E ci minaccia».

Nel 2022 la XIV edizione del Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa, ha evidenziato la paura come tema centrale. Le persone fragili subiscono numerosi attacchi e ci sono forme pericolose di aggressione verbale. Le donne sono soggette a numerose forme di violenza. I media continuano a restituirci casi di molestie e omicidi. I reati nei confronti delle donne sono tantissimi: sexting, revenge porn, sextortion e tanto altro ancora.

Siamo entrati nell’era del Metaverso ed è già avvenuto il primo stupro nel Metaverso. Una donna in Gran Bretagna, mentre partecipava al gioco virtuale Horizon Worlds, inserito sul mercato da Meta, è stata virtualmente aggredita, violentata e offesa.

Le donne vittime di omicidio, dal primo gennaio al 22 novembre 2024, sono cento. Uomini che non accettano di perdere la proprietà di un’altra persona e decidono di vendicarsi.

A subire soprusi sono anche gli omosessuali e le lesbiche. Non ci rendiamo conto della nostra incapacità di accogliere chi ha un orientamento sessuale, politico e religioso diverso dal nostro.

Dal primo gennaio al 22 novembre 2024, le donne vittime di omicidio sono cento.

Educare le nuove generazioni all’inclusione e alla tolleranza

Appare evidente, nonostante i traguardi raggiunti dalla società civile, che occorre educare gli uomini e le donne del futuro ad abbracciare chiunque abbia idee e pensieri diversi dai nostri. A confermare i tanti “ismi” del nostro tempo, egoismo, cattivismo, individualismo, anche diversi report.

Il ricercatore Enzo Risso ha scritto un articolo, pubblicato su Il Domani, davvero interessante che riguarda le forme di discriminazione e di violenza. Risso rivela che «per il 31 per cento degli uomini si continua a parlare di discriminazione e violenza sulle donne, ma ormai sono gli uomini ad essere discriminati. Il 38 per cento degli uomini ritiene giusto che in un colloquio di lavoro si consideri l’intenzione di una donna di fare un figlio. Il 46 per cento degli uomini pensa che le donne sfruttano il proprio aspetto fisico per fare carriera nel lavoro».

Come se non bastasse, «il 28 per cento degli italiani pensa che negli ultimi anni si siano fatte troppe concessioni a omosessuali e lesbiche. Il 34 per cento degli italiani ritiene che non si possono dare gli stessi diritti delle coppie sposate in matrimonio, alla relazioni stabili fra persone dello stesso sesso. Solo il 14 per cento degli italiani riconosce come famiglia le relazioni tra persone del medesimo sesso. Per il 26 per cento degli uomini e il 22 per cento delle donne è un male per la società che persone dello stesso sesso si sposino tra loro».

Il 28% degli italiani pensa che si siano fatte troppe concessioni a omosessuali e lesbiche.

Ma non è tutto. «Il 51 per cento degli italiani, inoltre, è preoccupato per la presenza di migranti e per il 35 per cento non si dovrebbe permettere alle persone provenienti dai paesi extraeuropei poveri di venire a vivere in Italia. Per il 47 per cento dell’opinione pubblica la cultura italiana è minacciata dalla presenza di persone provenienti da altri paesi e solo il 25 per cento vede di buon occhio i matrimoni tra persone di etnia diversa».

Percentuali che devono farci riflettere e ragionare. L’intolleranza si manifesta e non si nasconde più come un tempo. Le motivazioni sono tante e in particolare chi è diverso fa paura ad alcuni segmenti sociali. Bisogna educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro. Fermiamo l’odio che genera odio e scardiniamo gli stereotipi che diventano una trappola per tutti.

Il sociologo polacco, Zygmunt Bauman, ha spesso parlato dell’odio affermando che la paura e l’odio si nutrono dello stesso cibo:

«La paura deve per forza cercare, inventare e costruire gli obiettivi su cui scaricare l’odio mentre l’odio ha bisogno della spaventosità dei suoi obiettivi come ragion d’essere».

Noi non possiamo più permettere che esistano persecuzioni di genere o che esistano “categorie” di persone sulle quali scaricare le nostre frustrazioni e soprattutto nessun uomo ha diritto di uccidere un altro uomo. Puntiamo alla formazione costante dei bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti e diamo vita ad un nuovo “Umanesimo, ricco di solidarietà e altruismo“.

Francesco Pira