Ristabilire i diritti della persona contro ogni intolleranza

La nostra società ci mostra diversi elementi contraddittori e tra questi ci sono i fenomeni di discriminazione e intolleranza. In questo nostro tempo globalizzato, si parla tanto di differenze e diversità

Purtroppo, la diversità non viene vissuta da tutti come una fonte di ricchezza ma, in alcuni casi, diventa un vero e proprio problema. Eppure, viviamo in una società pluralistica e dovremmo essere capaci di accettare chi ci circonda.

I migranti sono fonte di tensioni e paure. In alcuni casi, la narrazione giornalistica converte le persone in numeri. Non mi riferisco solo al fenomeno della migrazione, ma anche al terribile fenomeno del femminicidio. Dobbiamo conoscere i numeri per veicolare le notizie e renderle eccezionali. Le persone diventano percentuali da rendere note al pubblico o agli utenti della rete.

La rappresentazione distorta del fenomeno migratorio accresce i timori delle persone. Oggi, è sempre più difficile distinguere le notizie vere da quelle false. Tante sono le ricerche che dimostrano le forme di insofferenza nei confronti dei migranti.

Un problema di comunicazione che aggrava l’apprensione

Quest’apprensione dipende anche dai social media che diffondono messaggi che creano asimmetrie nell’accesso alla conoscenza. Gli individui non sono capaci di comprendere buona parte dei flussi informativi e questo peggiora la situazione.

Già la evidenze emerse nel XLVI Osservatorio sul capitale sociale degli Italiani – Lessico del Futuro (06/2015), ci mostravano come:

«Il tema degli immigrati, più degli altri, appare, invece, argomento di divisione. Al confine fra integrazione e chiusura, Riflesso delle paure sollevate dalla globalizzazione. Del mondo che incombe su di noi. E ci minaccia».

Nel 2022 la XIV edizione del Rapporto sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Italia e in Europa, ha evidenziato la paura come tema centrale. Le persone fragili subiscono numerosi attacchi e ci sono forme pericolose di aggressione verbale. Le donne sono soggette a numerose forme di violenza. I media continuano a restituirci casi di molestie e omicidi. I reati nei confronti delle donne sono tantissimi: sexting, revenge porn, sextortion e tanto altro ancora.

Siamo entrati nell’era del Metaverso ed è già avvenuto il primo stupro nel Metaverso. Una donna in Gran Bretagna, mentre partecipava al gioco virtuale Horizon Worlds, inserito sul mercato da Meta, è stata virtualmente aggredita, violentata e offesa.

Le donne vittime di omicidio, dal primo gennaio al 22 novembre 2024, sono cento. Uomini che non accettano di perdere la proprietà di un’altra persona e decidono di vendicarsi.

A subire soprusi sono anche gli omosessuali e le lesbiche. Non ci rendiamo conto della nostra incapacità di accogliere chi ha un orientamento sessuale, politico e religioso diverso dal nostro.

Dal primo gennaio al 22 novembre 2024, le donne vittime di omicidio sono cento.

Educare le nuove generazioni all’inclusione e alla tolleranza

Appare evidente, nonostante i traguardi raggiunti dalla società civile, che occorre educare gli uomini e le donne del futuro ad abbracciare chiunque abbia idee e pensieri diversi dai nostri. A confermare i tanti “ismi” del nostro tempo, egoismo, cattivismo, individualismo, anche diversi report.

Il ricercatore Enzo Risso ha scritto un articolo, pubblicato su Il Domani, davvero interessante che riguarda le forme di discriminazione e di violenza. Risso rivela che «per il 31 per cento degli uomini si continua a parlare di discriminazione e violenza sulle donne, ma ormai sono gli uomini ad essere discriminati. Il 38 per cento degli uomini ritiene giusto che in un colloquio di lavoro si consideri l’intenzione di una donna di fare un figlio. Il 46 per cento degli uomini pensa che le donne sfruttano il proprio aspetto fisico per fare carriera nel lavoro».

Come se non bastasse, «il 28 per cento degli italiani pensa che negli ultimi anni si siano fatte troppe concessioni a omosessuali e lesbiche. Il 34 per cento degli italiani ritiene che non si possono dare gli stessi diritti delle coppie sposate in matrimonio, alla relazioni stabili fra persone dello stesso sesso. Solo il 14 per cento degli italiani riconosce come famiglia le relazioni tra persone del medesimo sesso. Per il 26 per cento degli uomini e il 22 per cento delle donne è un male per la società che persone dello stesso sesso si sposino tra loro».

Il 28% degli italiani pensa che si siano fatte troppe concessioni a omosessuali e lesbiche.

Ma non è tutto. «Il 51 per cento degli italiani, inoltre, è preoccupato per la presenza di migranti e per il 35 per cento non si dovrebbe permettere alle persone provenienti dai paesi extraeuropei poveri di venire a vivere in Italia. Per il 47 per cento dell’opinione pubblica la cultura italiana è minacciata dalla presenza di persone provenienti da altri paesi e solo il 25 per cento vede di buon occhio i matrimoni tra persone di etnia diversa».

Percentuali che devono farci riflettere e ragionare. L’intolleranza si manifesta e non si nasconde più come un tempo. Le motivazioni sono tante e in particolare chi è diverso fa paura ad alcuni segmenti sociali. Bisogna educare le nuove generazioni al rispetto dell’altro. Fermiamo l’odio che genera odio e scardiniamo gli stereotipi che diventano una trappola per tutti.

Il sociologo polacco, Zygmunt Bauman, ha spesso parlato dell’odio affermando che la paura e l’odio si nutrono dello stesso cibo:

«La paura deve per forza cercare, inventare e costruire gli obiettivi su cui scaricare l’odio mentre l’odio ha bisogno della spaventosità dei suoi obiettivi come ragion d’essere».

Noi non possiamo più permettere che esistano persecuzioni di genere o che esistano “categorie” di persone sulle quali scaricare le nostre frustrazioni e soprattutto nessun uomo ha diritto di uccidere un altro uomo. Puntiamo alla formazione costante dei bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti e diamo vita ad un nuovo “Umanesimo, ricco di solidarietà e altruismo“.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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