Le nuove frontiere della comunicazione tra i giovani

In diverse occasioni, mi è capitato di rispondere alle domande dei miei studenti. Interrogativi legati al mondo del lavoro che sta cambiando.
Questa trasformazione risente dell’invasione tecnologica e scientifica. Proprio per questo motivo, è necessario che i giovani sappiano approcciarsi all’informatica e sappiano parlare più lingue.
Le prospettive sono diverse ed è difficile immaginare un lavoro stabile.

I miei studenti, e gli studenti che incontro in diverse occasioni, sono consapevoli del processo di globalizzazione e non pensano di lavorare nella propria città o nella propria regione.
Osservano i processi che si sono innescati e sono curiosi di sapere cosa sta accadendo.
Tra le professioni del futuro non è scomparsa quella del giornalista. 

Tanti ragazzi vogliono ancora fare i giornalisti, per raccontare quanto accade nella società contemporanea e per narrare la verità.
Intraprendere la carriera di giornalista significa saper intercettare sui social e sui media le fake news. Bisogna trovare le notizie e distinguere quelle vere da quelle false.
Il mestiere del giornalista si è completamente trasformato.
Non c’è solo il giornalista che sa fare il giornalista, ma occorre un’ottima preparazione nel campo della comunicazione.

I cambiamenti professionali dell’online

La professione del social media manager non è più la stessa. L’Ordine Nazionale dei Giornalisti sta valutando la possibilità di far fare l’esame da professionista anche a chi, per esempio, lavora come blogger.
In questa trasformazione bisogna ripensare a qual è la nuova dimensione del giornalista e qual è il percorso intrapreso dalle aziende editoriali.

Ogni professione si è rinnovata: gli avvocati di oggi non sono gli avvocati di ieri, i magistrati di oggi non sono i magistrati di ieri, cosi come i docenti e tante altre professioni. Ma non solo. Il lavoro e le professioni devono anche confrontarsi con l’intelligenza artificiale e con il Metaverso.

I genitori devono capire se i figli sono preparati e se possono stare sul mercato del lavoro.
Non si può frequentare la scuola o l’università solo per ottenere il famigerato “pezzo di carta”.

I genitori, e lo affermo sulla base delle mie ricerche, devono supportare, motivare e incoraggiare i propri figli. Studiare è fondamentale per essere competitivi, crescere e migliorare.

I preadolescenti e gli adolescenti mostrano le loro fragilità. Secondo il rapporto UNICEF nel mondo quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno – più di uno ogni 11 minuti. Principalmente si tratta di giovani tra i 15 e i 19 anni.

La fragilità porta tanti giovani ad affrontare il mondo dello studio e del lavoro con grande apprensione. La difficoltà può diventare per loro un ostacolo insormontabile. Di fatto, i genitori hanno una grande responsabilità.

Fare il genitore non è assolutamente semplice. Chi sceglie di mettere al mondo un figlio sa che lo deve accompagnare lungo un percorso di vita complesso.

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I ragazzi hanno bisogno di una guida

Gli adulti hanno il compito di trasmettere ai ragazzi i valori come l’importanza del confronto con gli altri.
I dati di una ricerca condotta dall’ISS sulla Generazione Z e in particolare sulla tendenza al ritiro sociale ci dicono che:

Sono circa 66.000 hikikomori, con incidenza superiore nella fascia 11-13, ovvero quella delle scuole medie. Questo dato sembra essere sovrapponibile con quello del CNR di Pisa, che ha stimato circa 54 mila casi nella fascia 15-19. Combinando i due dati potremmo ipotizzare che in Italia nella sola popolazione studentesca, ci siano tra i 50 mila e i 100 mila hikikomori in fase 1, quella iniziale”.

Ragazzi sempre connessi con il mondo virtuale e sempre più soli. Purtroppo, vivono la loro vita chiusi in una stanza al buio e senza avere un rapporto reale con i loro coetanei.
Questo è inaccettabile ed è necessario trovare delle risposte che non possono essere banali, o legate al caso di cronaca, ma devono essere incisive in termini di processi educativi.

Le nuove tecnologie possono offrirci tanto, ma è giusto utilizzarle con consapevolezza e non possono diventare una dipendenza.  È bellissimo guardarsi negli occhi ed è bellissimo vedere la grammatica degli occhi. I grandi non possono parlare con i bambini, con i preadolescenti e gli adolescenti con il linguaggio dei loro tempi, perché i giovani comunicano con codici completamente diversi.

Gli adulti non possono continuare ad essere “adultescenti” e devono comprendere che sono in atto emergenze educative che vanno risolte, soprattutto in relazione alla violenza. Le agenzie educative devono educare al rispetto verso un altro essere umano e verso la vita.

A cosa serve celebrare alcune date, come l’8 marzo o il 25 novembre, se non siamo capaci di cambiare i nostri comportamenti? Troppi gli episodi di violenza e troppi i femminicidi. Persino le proiezioni dell’intelligenza artificiale non tengono conto della parità di genere e a dirlo sono alcune indagini.

I problemi non si superano se non lavoriamo sulla cultura e sulla parità di genere. I giovani ci chiedono di porre attenzione al gender fluid. Una persona fluid non ha un’identità di genere, né una sessualità costanti nel tempo. Ecco perché “è fluida”. Chi vive questa fluidità si sente arricchito dalla sua pluralità.

Un argomento che andrebbe  trattato a tutti i livelli e soprattutto istituzionalmente. Le scuole devono avere gli strumenti per raccogliere e capire le tante domande che i ragazzi si pongono. Non possiamo conservare, o continuare a preservare, schemi mentali e stereotipi. Non ci preoccupiamo abbastanza di quanto sta accadendo e gli adulti non ragionano sulle questioni serie. Allora, è opportuno che i genitori siano formati, preparati e dediti all’ascolto dei figli.

La società deve essere in grado di trovare nuovi “anticorpi” e sono convinto che riuscirà trovarli solo grazie all’impegno da parte di tutti.

Francesco Pira

Francesco Pira

Siciliano che ama definirsi nordafricano perché è cresciuto ed ama tantissimo la sua città d’origine Licata, in provincia di Agrigento. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica nel Corso di Laurea in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica presso il Dipartimento Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, BIOMORF dell’Università degli Studi di Messina. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). A marzo 2024 è stato nominato Presidente della branch Comunicazione Media e Informazione dii Confassociazioni, di cui era stato Vice Presidente e dal giugno 2020 è Presidente anche dell’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E‘ componente del Collegio dei Docenti del Dottorato in Scienze Politiche dell‘omonimo Dipartimento dell’Università di Messina. Collabora come Docente del Corso di Corporate Communication del Corso di Baccalaureato in Advertising e Marketing dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona aggregato all’Università Pontificia Salesiana. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid). E’ stato Coordinatore e Responsabile Scientifico per l’Italia, fino al giugno 2023, del Progetto OIR, sulla didattica inclusiva – Erasmus + (Open Innovative Resources) finanziato dall’Unione Europea che vede insieme le Università di Lublino (Polonia), Oviedo (Spagna) e Messina. Visiting Marie Curie Staff Member presso il Center for Social Science, Tiblisi (Georgia), nell'ambito del Progetto SHADOW (MSCA-RISE call H2020-MSCA-RISE-2017. E‘ stato Direttore del Master in Esperto della Comunicazione Digitale nelle PA e nell’Impresa. Saggista è autore di oltre 80 tra monografie, contributi in volumi e articoli scientifici (in italiano, inglese e spagnolo). . È condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication e fa parte del comitato scientifico di riviste scientifiche e convegni, in Italia e all'estero. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Su questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. E stato dall’ottobre 2023 al febbraio 2025 Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Realmonte (Agrigento) ed è attualmente Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Licata (Agrigento). Giornalista scrive tutte le domeniche la rubrica PIRATERIE nelle pagine culturali del quotidiano La Sicilia e firma il Video Editoriale settimanale sul giornale on line Scrivo Libero. Collabora con la rivista I LOVE SICILIA, il quotidiano statunitense IL NEWYORKESE, e con le testate News 48, Lo Spessore e Voce dello Jonio e i blog Il Salto della Quaglia e Il Gustosino. E' opinionista per il portale nazionale dell'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e dell'emittente nazionale Cusano Tv con interventi puntuali nel corso della trasmissione Psiche Criminale.

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