Rigenerare lo spirito di comunità

L’Eurispes ha presentato la settimana scorsa la trentottesima edizione del suo Rapporto Italia. Il titolo scelto quest’anno dice già molto sul problema e la soluzione. Un paese dimezzato: rigenerare lo spirito di comunità e il senso dello Stato.

Chiaro è il riferimento al Visconte Dimezzato di Italo Calvino, diviso in due dalla cannonata, condannato a trascinare ciascuna metà in direzione opposta all’altra. Gian Maria Fara, presidente dell’istituto, scrive che «la realtà ha corso più veloce di ogni previsione». 

Le fratture già segnalate negli anni precedenti ( la crisi della rappresentanza, il ritiro dell’individuo dalla sfera pubblica, il divario tra Nord e Sud, l’arretramento della scuola e della sanità) non sono più tendenze: sono fatti compiuti.

Leggendo il Rapporto, dal punto di vista statistico mi ha colpito il dato sulla fuga dei giovani all’estero che risulta essere di 34.700 ogni anno. Praticamente il flusso più consistente d’Europa.  A colpirmi è anche la diagnosi sul piano simbolico dell’astensionismo. Sembra che le persone che abitano il nostro Paese non si astengono dal voto perché non capiscono il valore della democrazia, lo fanno, invece, perché hanno perso fiducia nella possibilità che il voto cambi qualcosa. Potremmo definirla una forma di disperazione silenziosa, razionale e a tratti metodica.

Il Rapporto definisce questo fenomeno svuotamento. Quello che sta accadendo è che la complessità viene banalizzata per via di un dibattito pubblico ridotto a slogan e di arene del confronto che si sono spostate dai luoghi della rappresentanza ai salotti televisivi e agli algoritmi dei social. In questo processo, la sfera pubblica si restringe fino quasi a scomparire.

Lo spirito di comunità

Una proposta di soluzione emerge già dal titolo del rapporto: rigenerare lo spirito di comunità. È una formula che può sembrare vaga, ma che indica qualcosa di molto concreto. Le comunità si rigenerano attraverso pratiche concrete, attraverso luoghi  (fisici e simbolici) in cui le persone tornano a riconoscersi come parte di qualcosa che le supera. Ma anche attraverso un dibattito pubblico che sappia tenere insieme la descrizione del problema e la ricerca della risposta, senza che l’una annulli l’altra.

Il visconte di Calvino, alla fine, si riunisce. Le due metà trovano un punto di sutura, imperfetto e faticoso. Non è una guarigione, è una riconciliazione con la propria complessità. Forse è questa la sola forma di ottimismo che il presente consente: la convinzione (unita alla speranza) che valga la pena lavorarci. 

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Assunta Corbo
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Assunta Corbo

Giornalista e autrice. Dal 2012 si occupa dello studio e della divulgazione del giornalismo costruttivo in Italia. È Lede Fellow e formatrice certificata del Solutions Journalism Network. Collabora con testate giornalistiche nazionali e internazionali. È fondatrice del Constructive Network e autrice di Empatia Digitale, saggio sulla comunicazione. Direttrice responsabile di NEWS48.

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