Gender gap e stereotipi: le donne hanno più pregiudizi degli uomini?

Chi associamo spontaneamente alla leadership e chi ai ruoli di supporto? L’Osservatorio sul Gender gap di B Side ha analizzato le associazioni implicite sui ruoli di genere, raccogliendo dati significativi.

Chi associamo spontaneamente alla leadership? E chi invece ai ruoli di supporto?
Un nuovo studio condotto da B Side, laboratorio di Neuromarketing con sede a Bologna, ha analizzato le associazioni implicite legate ai ruoli di genere, rivelando risultati sorprendenti: gli stereotipi di genere non solo persistono, ma sono più forti tra le donne rispetto agli uomini.

I dati raccolti dall’Osservatorio sul Gender Gap evidenziano come concetti come ambizione, determinazione e potere vengano associati con maggiore facilità alla figura maschile, mentre compassione, comprensione e supporto siano più spesso ricondotti alla figura femminile.

Un’indagine scientifica sui pregiudizi inconsci

L’analisi è stata condotta attraverso il test di associazioni implicite (IAT), uno strumento sviluppato in ambito psicologico per misurare i pregiudizi inconsci. Il test ha coinvolto 200 lavoratori e lavoratrici residenti in Emilia-Romagna, sottoposti a compiti di categorizzazione per valutare la velocità di associazione tra determinati concetti e i generi maschile e femminile.

I risultati mostrano che sia uomini che donne associano con pari forza i concetti di autorevolezza e carriera agli uomini, e quelli di assistenza e famiglia alle donne. Tuttavia, a sorprendere è il fatto che siano proprio le donne a rafforzare maggiormente questi stereotipi, attribuendo in misura maggiore ai maschi le caratteristiche di leadership e alle femmine quelle di supporto e comprensione.

L’analisi è stata condotta attraverso il test di associazioni implicite (IAT).

Perché i pregiudizi resistono al cambiamento?

L’uso dello IAT si basa sul principio che le associazioni ripetute e rinforzate nel tempo diventano parte della memoria implicita, rendendole più difficili da modificare. Questo spiegherebbe perché, nonostante il crescente dibattito sulla parità di genere, gli stereotipi siano ancora così radicati, anche tra le donne stesse.

Il parere di Elena Sabattini, founder di B Side

Sul campione totale per tutti i concetti considerati abbiamo rilevato un’associazione di forza moderata che supporta lo stereotipo di genere. In particolare, questo avviene con massima forza per i concetti di carriera e pazienza, seguiti da assistenza, comprensione e famiglia

Elena Sabattini, founder di B Side.

Il futuro della ricerca sul gender gap

L’Osservatorio di B Side proseguirà la sua indagine sul gender gap, estendendo l’analisi ad altre categorie, come gli studenti.
Questi risultati sollevano interrogativi fondamentali su come gli stereotipi di genere si formino e si rafforzino, indicando la necessità di un’azione mirata per decostruire i pregiudizi e promuovere una cultura più equa e paritaria.

Il gender gap in Italia: dati e prospettive

In Italia, il divario di genere continua a rappresentare una sfida significativa in vari ambiti socio-economici. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, l’Italia si posiziona al 63° posto su 156 paesi, evidenziando ritardi soprattutto nella partecipazione economica e nelle opportunità per le donne. 

Ad esempio, il tasso di occupazione femminile si attesta intorno al 49%, ben al di sotto della media europea del 62%. Inoltre, le donne italiane percepiscono in media salari inferiori del 20% rispetto ai colleghi uomini, secondo dati ISTAT. 

Queste disparità sottolineano l’urgenza di implementare politiche efficaci per promuovere l’uguaglianza di genere nel paese.​

Info: www.b-sidelab.com

Mariangela Campo

Mariangela Campo

Giornalista, Blogger e Digital Manager. Specializzata nello studio delle relazioni tra i giovani e la società contemporanea, scrive anche di parità di genere e di educazione ai media digitali

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