Anna Danesi: in equilibrio sul muro
A volte accade l’impensabile.
Non so bene perché succedano certe cose, ma forse, quando ti arriva un regalo inatteso, non te lo devi nemmeno chiedere.
Ebbene sì, dopo il nostro ultimo articolo, la protagonista ci ha donato, attraverso un’intervista dedicata, il suo punto di vista su alcuni dei temi che abbiamo approfondito.
Con la rubrica l’Antieroe siamo all’inizio di un esperimento di narrativa giornalistica.
Siamo partiti con grande rispetto, con un pizzico di timidezza, ma tanto determinati a sostenere un percorso onesto e forse non sempre comodo.
Lo facciamo con articoli che intendono raccontare emozioni trasparenti e valori a cui ispirarci.
Lo facciamo raccontando storie di antieroi.
L’ultimo episodio, In equilibrio sul muro, parla della capacità di bilanciarsi per dare il meglio di noi.
Lo abbiamo fatto ispirandoci a chi di muri, ne sa davvero tanto.
Anna Danesi, capitana della Nazionale italiana di pallavolo, una squadra fortissime, giusto per citare il mitico Checco Zalone.
Ecco cosa ci ha raccontato con il suo stile asciutto e sempre educato.
Fulminea come una fast e solida come un muro.
Per rompere il ghiaccio: Fast o Muro?
Muro.
Quando stai per murare, pensi o senti?
Entrambi.
La parola equilibrio ti appartiene o ti insegue?
Mi appartiene e la sviluppo crescendo.
Lo studio per te è libertà, disciplina o protezione?
Libertà e protezione per il post carriera.
Dal mondo dei media, ti senti raccontata per quello che sei o per ciò che vinci?
Ultimamente molto più per quello che sono.

Hai mai sentito parlare di Giornalismo Costruttivo?
È un modo di fare informazione che non rincorre la notizia, ma pubblica ciò che fa crescere e crea prospettiva. Nello sport succede qualcosa di simile: c’è chi ambisce alla vittoria e chi costruisce un percorso, lasciando che i risultati ne siano una conseguenza.
Tu dove ti riconosci?
Sicuramente nella costruzione di un percorso. Se il percorso prevede duro lavoro, i risultati, prima o poi, si vedono.
L’amicizia in campo ti rende più forte o più vulnerabile?
Assolutamente più forte.
Quando si deve fare una scelta, in campo come nella vita, è più importante essere preparati o possedere i tempi giusti?
Essere preparati a ciò che ci aspetta.
Dimostri sempre grande centratura. Forse il tuo ruolo in campo dipende anche da quello.
Ma ti è mai capitato un momento in cui quell’equilibrio si è rotto?
Tante volte. Ho avuto pazienza e tutto è tornato ad essere centrale.
Avresti mai potuto fare uno sport individuale?
Sì, ma avrei avuto molti più bassi.
Ti senti a tuo agio tra gli Antieroi?
Molto.
Qual è il tuo super potere?
L’educazione.
Con la direttrice e la redazione abbiamo deciso di non cambiare nulla di ciò che ci ha trasmesso la centrale più forte al mondo.
Nemmeno immagino lontanamente di interpretarlo, perché ognuno è libero di essere ispirato da ciò che sente suo.
Credo fortemente in questo progetto.
L’omaggio che ci ha fatto Anna Danesi lo impreziosisce in modo inaspettato e amplifica il desiderio di procedere nel solco creato.
Sono orgoglioso e un po’ intimorito all’idea che ciò che scrivo possa avere una valenza costruttiva.
Ricevere questo dono mi commuove.
Grazie Anna.
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