Giornalismo indipendente: noi ci siamo, costruiamo insieme

Alcuni giorni, tra colleghi, scherziamo di mollare tutto per fare lavori più semplici: c’è chi fantastica di guidare un traghetto, chi di coltivare un orto, chi di sfornare croissant in una pasticceria, chi di fare un lavoro di routine qualunque. Queste battute nascondono una verità strutturale: fare giornalismo oggi significa portare sulle spalle un peso enorme.

Non è un bel momento storico per l’informazione. Ne siamo consapevoli. Dirigere o mandare avanti una piccola redazione richiede di indossare molti cappelli contemporaneamente – operativo, editoriale, finanziario, relazionale ed emotivo – spesso senza il sostegno di un’infrastruttura adeguata. In una redazione indipendente e non profit come News48, le poche persone coinvolte si trovano a coprire ruoli sovrapposti con risorse limitate, e il lavoro quotidiano diventa molto più gravoso di quanto appaia dall’esterno.

Come stanno i giornalisti e le giornaliste?

Negli ultimi anni, si comincia a parlare dello stress e del burnout dei giornalisti. Nel 2023 un’indagine di IrpiMedia sullo stato di salute dei professionisti e delle professioniste dell’informazione ha rilevato che l’87% degli intervistati (558 giornalisti e giornaliste) afferma di soffrire di stress, il 73% di ansia, il 68% sente un senso di inadeguatezza. Più della metà soffre di insonnia. Uno su due ha la sensazione di non essere compreso e prova un forte senso di solitudine. Il 42% afferma di soffrire di sindrome da burnout, di avere attacchi di rabbia immotivati e di essere dipendente da internet e dai social network. Uno su tre parla esplicitamente di depressione.

E ancora. Il 28% denuncia perdita di appetito o abuso di cibo, il 27% ha attacchi di panico e il 26% ha difficoltà a intraprendere e mantenere relazioni di coppia. Il 15% dice di aver subito disturbi da stress post traumatico. Solo il 2% dichiara di non aver mai sofferto di nessuno di questi problemi. Cosa genera questo stato di malessere? Sono principalmente quattro tematiche: fattori economici (che mette insieme precarietà e bassi compensi); rischi connessi all’ambiente di lavoro (tra cui iper competitività, ambiente giudicante, lavoro in solitudine, ritmi frenetici, rimanere sempre connessi); pericoli e minacce (che comprende le querele temerarie, la mancanza di assistenza legale, le minacce, gli attacchi online e i pericoli sul campo); discriminazioni e molestie

Sebbene lo studio non abbia considerato un campione molto ampio (i giornalisti italiani iscritti all’Ordine sono circa 103 mila), di sicuro mette in luce alcuni aspetti che appartengono allo stato attuale della professione. Anche qui, tra le penne di News48 ne siamo consapevoli. È giusto esserlo noi come professionisti e professioniste ma anche voi come pubblico. Ed è per questo che vi racconto questi dati.

Empatia e umanità nelle storie

Dietro ogni articolo che leggete su News48 c’è un cuore che batte. C’è un giornalista o una giornalista che ha ascoltato in silenzio e con rispetto la voce di un testimone, con la cura di chi sa che ogni parola è importante. C’è stato un momento in cui qualcuno di noi si è emozionato scrivendo di un cambiamento che sembrava impossibile. Queste emozioni attraversano lo schermo e arrivano fino a voi. Quando vi commuovete leggendo una storia di speranza o sorridete scoprendo una soluzione nata da un atto di coraggio, stiamo condividendo molto più di parole: un pezzetto di umanità, insieme a voi. Se qualcosa si può fare va fatto insieme. E non esiste altro modo del prendere consapevolezza del problema per provare a trovare una soluzione. Questo, noi, lo abbiamo imparato bene.

Il pezzo mancante è la cura

Anche nel nostro settore si esaltano l’innovazione, l’Intelligenza Artificiale, le nuove strategie editoriali, newsletter e strumenti digitali. Tutte cose entusiasmanti, certo. Ma nessuna innovazione può sorreggere a lungo un giornalismo fondato su persone esauste e sovraccariche. Non possiamo continuare a celebrare la resilienza se ignoriamo le condizioni che la rendono necessaria. Dobbiamo smettere di glorificare modelli di leadership e di lavoro che richiedono di sacrificare vita personale, riposo e salute mentale in nome della dedizione. Questi sacrifici possono sembrare passione e abnegazione, ma sono in realtà il sintomo di un sistema costruito senza prendersi cura delle persone che ne fanno parte.

La verità è che non è la passione a mancare, ma l’infrastruttura. Noi di News48 siamo indipendenti e non profit. Mettiamo un’enorme passione in ciò che facciamo. Crediamo profondamente nella missione di informare in modo libero e costruttivo. Ma la passione da sola non basta a reggere un’intera organizzazione. Servono strutture di supporto più solide.

Se vogliamo che il giornalismo indipendente prosperi davvero, dobbiamo andare oltre l’idea della resilienza individuale e costruire invece un’infrastruttura di cura.

Quando siamo nati, nel 2021, sapevamo che non sarebbe stato facile ma abbiamo voluto crederci perché a muoverci è stato l’amore per la nostra professione che abbiamo visto andare sempre peggio. Sapevamo di dover fare qualcosa dall’interno senza aspettare che cambiasse dall’alto. A piccoli passi siamo arrivati qui, al 2026: a marzo compiremo 5 anni. Sono tanti per le difficoltà del settore. È potuto accadere solo perché abbiamo fatto delle scelte quotidiane e, con noi della redazione, le hanno fatte i collaboratori e le collaboratrici che realizzano articoli di giornalismo costruttivo e delle soluzioni. Ed è accaduto anche perché qualcuno di voi ci ha creduto davvero: ci ha dato fiducia e ci ha sostenuto come ha potuto. Condividendo il nostro lavoro, facendoci partecipare a eventi di divulgazione, proponendoci storie imperdibili, facendoci domande che hanno aperto a nuove riflessioni. E poi c’è chi ha potuto sostenerci anche economicamente con donazioni spontanee che ci permettono di pagare i giornalisti e le giornaliste, di lavorare ad articoli e inchieste, di realizzare progetti editoriali.


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Ogni mese pubblichiamo un editoriale per riflettere insieme sul giornalismo, la comunicazione e l’attualità. A firmare questi articoli sono i professionisti del team editoriale di News48.


Siamo molto di più: una comunità

Voi non non siete solo lettori e lettrici e noi non siamo solo una redazione. Siamo persone che si parlano, che si capiscono. Formiamo una comunità unita dalla voglia di guardare il mondo con occhi sinceri e dal desiderio di migliorarlo. Ogni volta che scegliete di leggere un nostro articolo o di condividerlo con qualcuno a cui tenete, aggiungete la vostra voce alla nostra. La vostra scelta di esserci è un segnale chiaro: credete nel potere di un’informazione fatta con cura e anche voi volete far parte di quest’onda di cambiamento gentile ma tenace.

Sempre più spesso, figure brillanti che hanno fondato o guidato testate indipendenti finiscono per abbandonare il campo (o pensano di farlo) non perché abbiano perso la passione, ma perché l’ecosistema rende quasi impossibile restare a lungo sotto un carico insostenibile. Ogni conferenza sul giornalismo rivela nuove storie di chi ci prova nella difficoltà, altre persone che si domandano quanto potranno resistere ancora. È un campanello d’allarme che non possiamo ignorare.

Ma voglio rassicurarvi, noi siamo decisi ad andare avanti e a creare nuove iniziative basate sull’ascolto e sulla consapevolezza. Vogliamo ancora raccontarvi l’altra parte della storia: quella di chi trova soluzioni.

Una cura collettiva per il giornalismo

Che cosa significa, in concreto, mettere la cura al centro del giornalismo? Significa creare condizioni di lavoro sane e sostenibili per chi fa informazione. Significa, anche, riconoscere che dietro ogni articolo, inchiesta o storia costruttiva ci sono esseri umani che meritano supporto, rispetto, sicurezza. Cura vuol dire costruire un ambiente in cui i giornalisti possano essere professionisti e persone, senza dover essere continuamente degli eroi resilienti. Questa trasformazione è un compito collettivo. Richiede un cambiamento culturale dentro le redazioni, ma anche un sostegno esterno concreto da parte di chi crede in questa informazione costruttiva e della comunità dei lettori e delle lettrici. Noi di News48 abbiamo scelto di fare un giornalismo diverso, approfondito e costruttivo, svincolato dalle pressioni dei grandi gruppi editoriali e della pubblicità invasiva. Un giornalismo accessibile a tutti che punta sull’approfondimento e che fugge a gambe levate dalle breaking news e dal click baiting. Ma ciò significa anche che la nostra sopravvivenza e crescita dipendono dal supporto di chi ci legge e crede nel nostro progetto.

Vogliamo continuare, sì

Nel 2026 vorremmo continuare a raccontare storie che ispirano e propongono soluzioni, senza mai perdere di vista i problemi della nostra società. Per farlo, dobbiamo anche prenderci cura di chi queste storie le cerca e le scrive. E qui entrate in gioco voi. Prendersi cura del giornalismo, infatti, significa anche sostenerlo attivamente. Se apprezzate il lavoro che facciamo su News48 e ne condividete i valori, vi invito a darci una mano: potete farlo con un contributo al Constructive Network, oppure semplicemente diffondendo i nostri articoli e aiutandoci a raggiungere più persone. Ogni gesto di sostegno è una forma di cura che ci permette di continuare a informarvi in modo indipendente, rigoroso e costruttivo senza bruciare le energie e la passione di chi rende possibile tutto questo.

Il futuro del giornalismo non è fatto solo di tecnologia o algoritmi, ma di persone. Prendiamocene cura, insieme. Ecco perché vi invitiamo a non restare in disparte. News48 vive grazie ai gesti concreti di persone come voi: sentitevi parte di questo progetto, perché lo siete davvero. Ogni sorriso che riusciamo a suscitare in voi, ogni spunto che vi ispira ad agire, è un passo in più verso un futuro in cui l’informazione non divide ma unisce. Insieme possiamo continuare a costruire qualcosa di importante.

Buon 2026!


Aiutaci a darti il meglio dell’informazione.

Ci impegniamo ogni giorno per offrirti un’informazione di qualità: gratuita, indipendente e non profit. Il nostro obiettivo è poterti raccontare le storie di chi ha trovato soluzioni: partendo dai problemi ma focalizzando la nostra attenzione sulle risposte.


Assunta Corbo

Assunta Corbo

Giornalista e autrice. Dal 2012 si occupa dello studio e della divulgazione del giornalismo costruttivo in Italia. È Lede Fellow e formatrice certificata del Solutions Journalism Network. Collabora con testate giornalistiche nazionali e internazionali. È fondatrice del Constructive Network e autrice di Empatia Digitale, saggio sulla comunicazione. Direttrice responsabile di NEWS48.

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