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Una pagina alla volta: l’editoria che rispetta il pianeta

Mag 12, 2025
Libri ecosostenibili: ecco l'editoria che rispetta il Pianeta

Lotta alla plastica, carta d’alga, copertine che respirano: così alcune case editrici scelgono un futuro più pulito

Un tappo di bottiglia dimenticato sulla sabbia. Una busta trasparente che danza nell’aria come una medusa terrestre. Un cucchiaino da caffè abbandonato accanto a una panchina. Il tonfo ovattato di un bicchierino che si arrende al bordo di un marciapiede. Ovunque posiamo lo sguardo, ci imbattiamo in un incontro con la plastica che si disperde, si accumula, si insinua. E i numeri lo confermano ed evidenziano una crescita esponenziale in pochi decenni. Secondo il report OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), senza politiche specifiche, la produzione globale di plastica aumenterà dagli attuali 435 milioni di tonnellate (2020) a 736 milioni di tonnellate (2040).

Questa presenza silenziosa ma dannosa s’estende anche ai luoghi dell’immaginazione, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Subisce, insomma, il peso delle nostre scelte inconsapevoli. Pensiamo a quando entriamo in una libreria: in bella mostra, sugli scaffali, centinaia di volumi con le copertine patinate, scintillanti, sotto le quali si cela un’impronta che il pianeta fatica sempre più a cancellare. Dietro la lucentezza di una copertina, infatti, si nasconde spesso una scelta gravosa per l’ambiente.

La plastificazione è una pratica comune per proteggere i libri dall’usura e conferire loro un aspetto lucido o opaco. Questo processo comporta l’applicazione sulla superficie di una sottile pellicola di plastica, realizzata con materiali plastici non biodegradabili, cosa che non è priva di conseguenze ambientali. Secondo l’IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions), alcune plastiche usate nelle copertine non sono nemmeno chimicamente stabili: possono rilasciare acidi che danneggiano anche la carta stessa.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile guarda al lavoro editoriale

Eppure non tutto è perduto. C’è chi sta già scrivendo un finale diverso e sempre più spesso, proprio da quei mondi di carta e inchiostro, arrivano segnali di cambiamento.

Un cambiamento che trova una bussola precisa nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il grande programma d’azione sottoscritto dai 193 Paesi membri dell’ONU. È qui che si delinea il perimetro entro cui anche l’editoria può (e deve) ripensarsi, per trasformare ogni storia pubblicata in un atto concreto di responsabilità verso il pianeta.

Secondo la definizione delle Nazioni Unite, la sostenibilità non è un “ingrediente” che può essere aggiunto o meno, e al momento che si desidera, al processo produttivo. È piuttosto una metodologia, una modalità di sviluppo che fa fronte ai bisogni delle generazioni attuali senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future.

L’Agenda 2030 individua così 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e li ingloba in un grande programma d’azione, per un totale di 169 traguardi da raggiungere. Più di un terzo di questi obiettivi – dalla produzione di energia pulita e accessibile al consumo e la produzione responsabile – ha un legame diretto con il lavoro editoriale.

Le case editrici virtuose

Del resto, alla scorsa Fiera del libro di Francoforte, l’Associazione internazionale degli editori (IPA) e la Federazione degli editori europei (FEP) hanno presentato al pubblico il “Publishing 2030 Accelerator, un comitato direttivo che vuole velocizzare l’implementazione della sostenibilità in editoria portando “a variazioni sistematiche nel settore”, soprattutto con riguardo alle urgenze poste dal cambiamento climatico. Insomma, una trasformazione radicale: non si tratta più solo di raccontare storie, ma di farlo in modo responsabile.

A fronte di questi grandi obiettivi, ci sono già Case editrici più piccole che hanno scelto di non aspettare. Di agire, di innovare, di dimostrare che la sostenibilità può essere una realtà anche nell’universo della carta stampata.

Alcune case editrici hanno iniziato a pubblicare libri senza uso della plastica (Foto © Isa Grassano)

Cover plastic free con Giraldi Editore

Tra queste, spicca il percorso virtuoso di Giraldi Editore (www.giraldieditore.it), storica realtà bolognese (con sede a San Lazzaro), diretta da Rossella Bianco che ha scelto di riscrivere il proprio futuro editoriale per tutto il 2025 e oltre: ogni copertina dei libri da catalogo (una quarantina all’anno) è realizzata senza plastica. Vuol dire usare cartoncino riciclato, biodegradabile o facilmente riciclabile al posto della plastica tradizionale.

Un piccolo gesto, certo, ma come sottolinea Rossella Bianco, direttrice editoriale:

«Crediamo fermamente che ogni azione, per quanto piccola, possa avere un impatto. La nostra decisione di eliminare la plastica dalle cover dei nostri libri è parte di un impegno più ampio verso la sostenibilità e un domani più pulito. Grazie alla presenza di una tipografia digitale interna, possiamo fare tutto al meglio».

Questa decisione, però, non è stato improvvisa. Già nella primavera del 2024, Giraldi aveva dato il primo segnale concreto con “Book Sun Lover”, un taccuino per chi ama leggere e viaggiare realizzato senza plastificazione, firmato da chi scrive. A evidenziare il tutto, un logo “cover plastic free” in quarta di copertina. Non solo una scelta grafica ma il simbolo di un cambiamento possibile per sostenere una filiera più pulita. Una promessa che oggi si è trasformata in un impegno costante.

Rossella Bianco approfondisce questa scelta innovativa, dimostrando che anche il mondo della cultura può fare la differenza.

«Siamo consapevoli che le nuove copertine “al naturale” potrebbero rovinarsi un po’ di più rispetto a quelle plastificate, ma crediamo fermamente che il valore di questa scelta vada oltre la perfezione estetica di un volume. Ogni piccolo ma significativo gesto verso cambiamenti di tutela del nostro pianeta è un passo importante. In fondo, anche un libro con qualche imperfezione racconta una storia – e, in questo caso, una storia di impegno per il nostro pianeta. Oltre all’aspetto ecologico, le nuove copertine plastic-free offrono anche un’esperienza tattile speciale, contribuendo a mettere in risalto la bellezza e l’artigianalità del libro».

Già nella primavera del 2024, Giraldi ha pubblicato “Book Sun Lover” senza plastificazione (Foto © Isa Grassano).

La carta d’alga di Interlinea per insegnare il rispetto della natura

C’è chi ha scommesso sulla sostenibilità da tempo. È il caso di Interlinea (www.interlinea.com), casa editrice novarese, tra le prime ad aver utilizzato carte ecologiche in modo organico.

Tra le varie collane ce n’è una, “Le rane” per ragazzi, stampata con una carta speciale. Si tratta di Alga Carta delle Cartiere Favini di Rossano Veneto, ideata per impiegare le alghe che proliferavano in maniera anomala nella Laguna di Venezia danneggiandone il fragile ecosistema. Da qualche anno, inoltre, viene utilizzata una nuova Alga Carta (si chiama Shiro Alga Carta) che sfrutta le alghe in eccesso provenienti da ambienti lagunari inquinati, per proteggere altre aree marine in pericolo, mescolate con fibre certificate FSC. Questa carta ha un particolarissimo colore, molto riconoscibile, ed è doppiamente ecologica: da un lato si risparmia l’abbattimento di alberi, dall’altro si riciclano rifiuti organici difficilmente smaltibili. E non è tutto: Alga Carta è acid free (cioè ha Ph neutro), chlorine free (cioè non è trattata con derivati del cloro), completamente biodegradabile e certificata FSC (Forest Stewardship Council), a garanzia di una gestione forestale responsabile.

«Oltre la carta alga, abbiamo usato quella di mais per l’avvio della collana Lyra di poesia – raccontano i fondatori Roberto Cicala e Carlo Robiglio. Ma non basta. Il nostro impegno è quello di cercare pure fornitori a km zero (con un impegno anche nella logistica) e di puntare su temi ambientali. Il nostro obiettivo è avere libri che insegnano ad amare la lettura e, insieme, la natura».

Wetlands e libri carbon neutral

Su questa stessa scia è nato, a Venezia, Wetlands (wetlandsbooks.com), un progetto editoriale dedicato ai temi della sostenibilità sociale e ambientale, alle sfide dell’Antropocene, a tutte quelle terre fragili – lagune, zone umide, periferie culturali – che raccontano l’urgenza di un nuovo modo di abitare il mondo.

Tutti i loro libri sono carbon neutral, realizzati con filiera corta e locale: ideati, prodotti e stampati su carta eco-sostenibile ed esclusivamente da manodopera locale. Anche per loro, le copertine sono in carta alga, prodotta dalla cartiera Favini attingendo direttamente dalla laguna.

Leggere per immaginare un mondo migliore

La strada verso un’editoria più sostenibile passa anche dalle nostre mani: da ciò che scegliamo di acquistare, di leggere, di sostenere. Premiare le case editrici che eliminano la plastica, che usano carta riciclata o organica, che riducono gli sprechi, significa diventare parte attiva di un cambiamento necessario.

In fondo, leggere non è solo un modo per scoprire nuovi mondi. È anche il modo più semplice – e potente – che abbiamo per immaginare un mondo migliore.

Isa Grassano