Constructive Day 2026: il giornalista costruttivo non cerca i riflettori
Al Constructive Day 2026, la giornata dedicata al giornalismo costruttivo organizzata a Roma dal Constructive Network insieme a EconomiaCircolare.com, Italia Che Cambia e B-Hop Magazine, l’intervento di Stefano Pigolotti ha affrontato un tema che si allontana dai consueti nodi tecnici dell’informazione, per interrogarsi su cosa significhi oggi essere un antieroe nell’informazione: un percorso tra vulnerabilità, ego e consapevolezza applicato al mestiere di raccontare.
Pigolotti, autore, ,business coach e fondatore di ViKyanna, cura su News48 la rubrica “L’Antieroe”, nata dal bisogno di mettersi in gioco in prima persona attraverso la scrittura giornalistica. Al centro dell’intervento, due parole chiave: consapevolezza e compromesso. Secondo Pigolotti, ognuno convive quotidianamente con specchi, reali o metaforici, che restituiscono un’immagine di sé dietro cui si nasconde la vulnerabilità, spesso soffocata fin da bambini in nome della compostezza.
È l’ego, ha sostenuto, l’ostacolo principale tra una persona e la propria serenità: più cresce, più diventa difficile esprimersi nel profondo.
Da qui la definizione di antieroe proposta nell’intervento: non necessariamente una persona, ma anche un evento o una categoria, capace di rappresentare un valore che normalmente facciamo fatica a esprimere.
Nella rubrica, Pigolotti ha raccontato di aver attribuito la vulnerabilità a Niccolò Fabi, il coraggio a Gino Strada, l’autenticità ad Alda Merini, la gentilezza alla figura della mamma. Tra le interviste realizzate, quella ad Anna Danesi, capitana della nazionale di pallavolo, a cui alla domanda se si senta un’antieroina ha risposto di sì senza esitazione, indicando l’educazione come il proprio superpotere; e quella a padre Guidalberto Bormolini, che ha risposto di non avere superpoteri propri, ma di saperli “portare a casa” dall’amicizia con chi ne ha.
Il giornalista costruttivo esprime doti meno misurabili
Il filo che lega questi ritratti, secondo Pigolotti, riguarda anche chi scrive: il giornalista costruttivo, per sua natura, è chiamato a ridurre il compromesso e a limitare il proprio ego, resistendo alla tentazione di piegare una storia per renderla più vendibile. Un lavoro che richiede, oltre alle competenze tecniche di scrittura, il coraggio di esprimere doti meno misurabili come empatia, determinazione e visione. A supporto di questa idea, Pigolotti ha citato Einstein, secondo cui la mente intuitiva è un dono e quella razionale un servitore, mentre la società contemporanea tende a inseguire il servitore dimenticando il dono.
L’intervento si è chiuso con un’affermazione rivolta alla platea di giornalisti e comunicatori presenti: chi pratica davvero il giornalismo costruttivo nel proprio lavoro quotidiano, ha detto Pigolotti, è già, di fatto, un antieroe.
Guarda l’intervento integrale di Stefano Pigolotti al Constructive Day 2026
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